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Di Brindisi: «La Sipro è pronta ad un ruolo di coordinamento»

Gian Pietro Zerbini
Di Brindisi: «La Sipro è pronta ad un ruolo di coordinamento»

L’analisi del presidente dell’agenzia dello sviluppo in questa fase di emergenza per l’economia «L’importante ruolo dei bandi a sostegno delle aziende ferraresi e la collaborazione con Unife»  

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L’intervista



L’agenzia per lo sviluppo di Ferrara sta svolgendo soprattutto in questi mesi di emergenza sanitaria un’azione mirata per contenere le difficoltà sorte a livello economico da questa situazione.

Il presidente di Sipro, Stefano Di Brindisi, fa il punto della situazione, analizzando il ruolo dell’agenzia.

Il ruolo della Sipro a sostegno delle imprese in questa nuova fase di chiusure per il Covid?

«Il momento è emergenziale, serve dinamismo. Per quanto riguarda le attività nelle aree Sipro, è appena partita ieri una attività con richiesta di informazioni per comprendere lo stato dell’arte ed elaborare, nel caso, strumenti ad hoc. In generale ritengo che Sipro possa svolgere oggi quel ruolo di mediatore tecnico indispensabile per fare sintesi e guardare al domani, ormai inteso come “tempo ridotto”. Intendo un ruolo di coordinamento tra associazioni, istituzioni, Università, attività produttive. Serve un confronto costante, prima che sulle strategie, sui numeri. Dobbiamo parlare di territorio con parole nuove. Cosa che faremo anche nell’ambito nel protocollo d’intesa sulle misure di sostegno alla liquidità per le imprese della Prefettura».

La distribuzione del nuovo bando del Comune di Ferrara per i contributi alle attività del centro storico come è andato, si sono aggiunte delle nuove categorie, avete avuto dei riscontri positivi in questa nuova fase?

«Ha avuto i riscontri attesi, con l’arrivo di circa 200 domande aggiuntive. Il bando è scaduto lunedì, quindi provvederemo a fare i conteggi ufficiali che col Comune andremo poi a ufficializzare nel dettaglio. Bandi di questo tipo costituiscono un importante punto di osservazione. Oltre che sulle imprese, stiamo supportando il Comune con bandi legati al mondo dell’agricoltura piuttosto che iniziative rivolte al settore del turismo. Servono risposte pratiche e immediate».

Siamo in una fase di recessione di problematiche economiche, ma cosa state studiando per promuovere forme di sviluppo per le imprese del territorio?

«Bisogna agire su due aspetti. Il concetto di impresa propriamente inteso, capace di guardare al futuro e di fare crescere un territorio creando occupazione e servizi. Accanto, nuovi modelli e sistemi di impresa, di cui l’emergenza ha rivelato la necessità e che saranno fondamentali nella fase post, tra cui un’attenzione per il supporto all’innovazione e all’attivazione di nuovi servizi, adeguati alla realtà post Covid, anche attraverso fondi europei. Come Sipro cercheremo di rafforzare ulteriormente la collaborazione con l’Università e il Tecnopolo. Siamo propensi a mettere i nostri incubatori a disposizione per attività differenziate e di dimensioni ridotte rispetto a quelle tradizionali, soprattutto di ricerca. Il concetto stesso di sviluppo sta cambiando, per celerità e misurazione».

I politici in questo momento litigano, a volte anche in maniera non costruttiva, non sarebbe meglio in questa fase di emergenza remare tutti in una stessa direzione, invece di disperdere energie preziose?

«Sipro, in quanto Agenzia per lo Sviluppo, non è chiamata ad avere un ruolo politico. È tuttavia evidente che in un simile frangente ci si appella all’unità. Senza dubbio sento di affermare che il pieno ruolo della Camera di Commercio di Ferrara sarebbe stato ora fondamentale. La fusione che sembra ormai certa con Ravenna avviene nel momento peggiore. Come agenzia Sipro, ci impegniamo a raccogliere parte del patrimonio come punto di raccolta e veicolo delle informazioni». –





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