Gli islamici di Ferrara: «L’uccisione di Paty è un atto da condannare»
Una condanna senza riserve e un appello affinché nel mondo prevalga il dialogo e non la violenza. Solo così sarà possibile costruire una società migliore.
A una decina di giorni dall’uccisione, la comunità Islamica di Ferrara esprime tutta la sua condanna per il barbaro omicidio del professore Samuel Paty, docente di Storia, Geografia ed Educazione Civica presso il Collège du Bois-d’Aulne a Conflans Saint Honorine, in Francia. Un fatto che ha scosso gran parte della opinione pubblica, non soltanto in Francia.
«La sua decapitazione non può che suscitare in ogni persona, insieme alla più dura condanna, sentimenti di sdegno e ribrezzo. Siamo in presenza – scrive la comunità islamica – di un atroce omicidio che non trova giustificazione alcuna, tanto meno religiosa, ma è il frutto avvelenato della più abietta e ignorante violenza. Il rispetto reciproco è la base della convivenza civile democratica, bisogna rispettare tutte le confessioni religiose con apertura al dialogo pacifico, bisogna dimostrare solidarietà – dice ancora la nota della comunità islamica di Ferrara – quando c’è bisogno come è accaduto durante il lockdown per il covid-19 senza distinzione di razza, religione, sesso o altro. Bisogna conoscersi meglio per abbattere i muri di pregiudizi e ignoranza, e trovare – dicono gli islamici che vivono a Ferrara – i punti di forza per costruire una società migliore dove la dignità dell’uomo è rispettata con tutte le sue dimensioni. Infine – è la conclusione della nota – esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime del terrore in tutto il mondo». –
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