Le Palestre della salute vogliono stare aperte «Utenti deboli a rischio»
Le Palestre per la salute, nelle quali si svolgono attività motoria adattata, sono «un presidio di salute pubblica e forniscono un servizio irrinunciabile a migliaia di utenti affetti da patologie croniche. Chiediamo al Governo e alla Regione di intervenire tempestivamente con un chiarimento, che consenta alle nostre palestre di continuare ad operare, a tutela della salute dei nostri utenti». Luca Pomidori, presidente della cooperativa sociale ferrarese Esercizio Vita e rappresentante regionale delle Palestre per la salute, a dare voce allo smarrimento di chi ha investito in questo percorso e nei loro utenti. Queste strutture, pur erogando servizi a seguito di indicazione medica, svolgono un servizio a totale carico del richiedente, senza intervento del Servizio sanitario nazionale. «Ci troviamo pertanto in una situazione indefinita – prosegue Pomidori – che non ci classifica né tra le palestre tradizionali in cui viene svolta attività di fitness né tra quelle che erogano prestazioni mediche. Sospendere la nostra attività significa però privare migliaia di utenti di un servizio indispensabile alla loro salute».
La rete regionale è di circa 200 strutture, l’utenza è composta per la maggior parte da persone affette da patologie muscolo-scheletriche e neuro-muscolari, cardiovascolari, dismetaboliche, oncologiche e respiratorie. «Esercizio Vita è nata nel 2011 con l’affiancamento di Legacoop - racconta Chiara Bertelli (Legacoop Estense) - Oggi è composta da un team di 14 tecnici dell’attività motoria, che in questi anni hanno dato servizio ad oltre ottomila persone». Con il lockdown è stato osservato negli utenti più fragili, perdita di autonomia e la riacutizzazione dei quadri clinici, dovuti alla mancanza di esercizio fisico strutturato. I rischi sono quindi l’ospedalizzazione o i farmaci. —
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