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Indagini con interpreti E ora la prostituzione

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Perchè solo ora i risultati di questa indagine? Per rispondere occorre riavvolgere all’indietro il nastro dell’inchiesta. Di due anni. A Ferrara, già altre indagini della Polizia hanno portato a svelare gruppi di trafficanti nigeriani con l’indagine Wall Street (una 60ina di arrestati e indagati) divisi tra alti, medi e bassi spacciatori nell’area del Grattacielo. Sette di questi ora sono coinvolti nell’inchiesta conclusa contro i Vikings/Arobaga, e compaiono tra i 31 arrestati a Ferrara: a conferma che gli inquirenti da tempo indagavano sulla “mafia” nigeriana, ma non avevano riscontri per contestare l’aggravante mafiosa del 416bis (codice penale). Ci sono riusciti grazie al salto nelle indagini, a nuove strategie e soprattutto agli interpreti: la difficoltà maggiore di queste indagini contro “mafiosi” nigeriani è dovuto al fatto che parlano una sessantina di dialetti diversi. E occorre trovare di volta in volta traduttori che conoscano questo o l’altro dialetto. E che siano affidabili, difficile trovarne nella comunità nigeriana, chiusa, dove spesso vi è il muro dell’omertà. Ma negli ultimi anni, l’intelligence della Polizia, Sco e squadre mobili ci stanno riuscendo. Ma all’inchiesta conclusa manca una delle tre “D” riconosciute come gli obiettivi della mafia nigeriana: le donne, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta delle schiave. «Questo sarà l’impegno della prossima attività», spiegava ieri il dirigente della squadra mobile Dario Virgili. —

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