La piramide della mafia Elders, General e Pilot
Lui, Boogye, Emmanuel Okenwa, dj di afromusic, era il capo di Ferrara: ma aveva il ruolo di F.F. Ancora oggi gli inquirenti non sanno cosa significhi, se non che lui si autoproclamava “il Re di Ferrara”, ossia più sopra di un “capomandamento” per restare in tema di mafia nostrana. Quella nigeriana ha coptato i termini dei ruoli dall’inglese: si va dal Chairman (il capo di Vatican, il territorio Italiano), individuato in “Chuks”, Stanley Amanchukwu, che gestiva l’Italia da Torino. Sotto di lui, nella piramide ferrarese, in ordine di importanza, i due Elders (Igwenna e Avarenren detto Generale Advanty), quindi il F.F. (Boogye), Skull Guard, e i Coordinator, i trafficanti grossi: tra loro due “ferraresi”, Odianose Ubeba (autore dell’agguato di via Morata) e Emmanuel Albert detto Raska, che gestiva i viaggi all’estero. Poi ancora gli Executional, i Pilot e infine i Norseman. Ciascuno aveva compiti e poteri specifici, decisi nelle riunioni che si tenevano tra Padova e Parma. Obiettivo, controllo di associati e rispetto regole: si erano divisi così il Nord Italia, prima di tutti il Ferrarese, poi Parma, Padova, Vicenza, Venezia e Torino. —
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