«La salute è la nostra missione Sbagliato fermare le palestre»
Capecchi (Asd Il Metodo) di Ferrara: vanificati gli sforzi economici per nuovi attrezzi e igiene
il caso
Salute e benessere sono l’obiettivo principale della sua attività, e forse anche per questo la chiusura delle palestre per motivi di rischio sanitario risulta doppiamente difficile da mandar giù. Ma Luca Capecchi, ex portiere Spal e vicepresidente dell’associazione Il Metodo Asd, vuole continuare a mantenere saldi l’ottimismo e la fiducia che gli hanno insegnato i 23 anni di pratica sportiva da professionista.
La palestra del “Metodo”, aperta dal 2013 in via Gobetti, si dovrà fermare fino al 24 novembre «per questa nuova ondata di chiusure che continua a penalizzare gli imprenditori».
La struttura di via Gobetti propone fitness e ginnastica per tutti, svolgendo un servizio che, nel rimettere in forma il corpo, fa anche bene all’anima.
«L’attività fisica ha un ruolo fondamentale per il rafforzamento delle difese immunitarie - spiega Capecchi - e da ex atleta dico che riprendere dopo un periodo di interruzione può essere molto difficile. L’Asd Il Metodo, che ha sede in via Correggiari, conta 800 soci, che hanno accolto con molto dispiacere la notizia della nuova fermata».
Già, perché come per molte altre attività, per le palestre quello di novembre è il quarto mese di chiusura, contando il primo lockdown.
La scorsa primavera, prima ancora che esplodesse l’emergenza sanitaria, erano stati compiuti importanti investimenti per la palestra: «Avevamo comprato attrezzi per 23.000 euro, e in più ci sono gli affitti da pagare e i prestiti bancari da coprire. È stato fatto anche un notevole sforzo per assicurare la sanificazione, acquistando un costoso dispositivo».
Perché, mette in chiaro Capecchi, «i protocolli e le norme anti Covid non si discutono e vanno rispettati alla lettera. Ed è proprio quello che in questi mesi ci siamo sforzati di fare, attrezzandoci di tutto punto per garantire ai nostri clienti la massima sicurezza. Dopo la riapertura, con l’avvio della fase 2, non abbiamo mai avuto problemi, zero contagi, come del resto i cinema e i teatri. Per questo dispiace essere considerati un’attività a rischio e “non indispensabile”: ma poi, cos’è indispensabile?»
Sono stati gli stessi frequentatori della palestra, ricorda ancora il vicepresidente, a confermare la fiducia nei protocolli adottati: «Quando a maggio abbiamo riaperto non abbiamo notato timori o perplessità, anzi le persone hanno ricominciato con gioia a venire in palestra, contenti di poter fare un po’ di attività fisica dopo la permanenza forzata in casa durante il lockdown. Qui hanno trovato controlli scrupolosi della temperatura, massima igiene, attrezzi sempre sanificati e sicuri. E se non ci sono stati contagi, vuol dire che abbiamo lavorato in modo corretto».
Il danno è innegabile, conclude Capecchi, «ma voglio rimanere fiducioso nel futuro, e continuare a lavorare per i nostri obiettivi, che sono la salute e il benessere delle persone». —
A.M.
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