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la protesta 

Niente assunzioni I dipendenti comunali incrociano le braccia

Niente assunzioni I dipendenti comunali incrociano le braccia

Astensione il 6 novembre, coinvolti 1.100 lavoratori I sindacati: spesi 600mila euro per incarichi fiduciari

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Sono rimaste distanti le posizioni di Comune e sindacati della funzione pubblica sul piano di assunzioni per potenziare l’organico municipale. E il 6 novembre prossimo sarà sciopero. A proclamare l’astensione dal lavoro sono Cgil, Cisl e Uil, dopo una sfilza di tentativi di conciliazione falliti che hanno portato a ribadire la decisione di incrociare le braccia.

La polizia locale era già entrata in fibrillazione, con lo sciopero annunciato per il 22 ottobre, e poi saltato. Questa volta però la chiamata, spiega Mariarosaria Rea (Cisl) riguarderà, per l’intera giornata, tutti i 1.100 dipendenti del Comune di Ferrara.

«Puntiamo a un’adesione dell’80 per cento, per protestare a gran voce contro le mancate risposte fornite dall’amministrazione comunale alle nostre richieste. Sarà uno sciopero non contro la Giunta, ma a favore dei servizi comunali».

L’astensione coinvolge dunque i dipendenti di asili e materne municipali (con la chiusura delle scuole), gli agenti di polizia locale, i lavoratori delle biblioteche, dei servizi demografici e di ogni altro settore della macchina comunale.

Assunzioni mancate

Una macchina, prosegue Rea, che potrebbe funzionare in modo più efficace con un congruo piano di “reclutamenti”, reso possibile con lo sblocco di assunzioni ma non compiutamente attuato. E non per mancanza di risorse: «I soldi ci sono, ma l’amministrazione preferisce spenderli per la comunicazione e per gli incarichi fiduciari, dove ha investito qualcosa come 600mila euro, mentre da parte nostra c’è sempre stata la richiesta di impiegare tutte le risorse disponibili per assumere dipendenti per migliorare i servizi».

L’attenzione è puntata tra l’altro sulla polizia locale, dove le forze non sono sufficienti a garantire il quarto turno notturno voluto dal Comune. Segni di sofferenza arrivano poi dai Servizi Demografici, mentre resta alta l’allerta per scuole comunali e biblioteche a rischio di esternalizzazione. «Invece che investire sul personale - ribadisce Rea - il Comune preferisce esternalizzare. Le nostre proposte hanno sempre incontrato un muro. Inutili tutti i tentativi di mediazione in Prefettura. Non resta che lo sciopero». —

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