Ferrara, commercio in rosso Osti: aiuti ai piccoli negozi
Il direttore della Confesercenti analizza il calo delle attività: -2,1% in un anno «Oltre ai locali di vicinato, in difficoltà anche i supermercati in questa fase»
Solo nell’ultimo anno la provincia ferrarese ha visto un calo del 2,1% delle attività del commercio, per quanto riguarda il solo Comune capoluogo di Ferrara la contrazione è stata dell’1,6%. La stessa analisi sull’ultimo quinquennio, evidenzia un calo del 7,8% nella provincia. Percentuale che per il solo comune di Ferrara è del 5,3%.
Sono questi alcuni dati raccolti dalla Confesercenti provinciale in materie di attività commerciali con riflessi avuti nel periodo dell’emergenza covid.
Complessivamente, secondo l’indagine condotta a livello provinciale, sono state 726 le aziende perse negli ultimi 5 anni nel territorio provinciale, tradotto in numero di addetti circa 2.500 posti di lavoro andati persi.
All’interno di questi numeri però si nascondo realtà differenti. Al calo dei piccoli negozi, si continua a contrapporre l’incremento della Gdo, con gli ipermercati che aumentano del 14,3% nell’ultimo anno nella provincia ed addirittura del 60% nel Quinquennio. Per il Comune capoluogo l’incremento sia su base annuale che su base quinquennale è stato del 33,3%. Segnali negativi si tanno cominciando a cogliere invece anche nella categoria dei supermercati, che diminuiscono del 3,2% in provincia nell’ultimo anno e del 15,9 negli ultimi 5 anni. A livello comunale la diminuzione dei supermercati è stata del 5,4% nell’ultimo anno e del 16,7 negli ultimi 5 anni. Aumentano per contro i discount, particolarmente nei Comuni della provincia: +12,5% nell’ultimo anno e +28,6% rispetto a 5 anni fa.
«Questi numeri - dichiara Alessandro Osti, direttore provinciale della Confesercenti di Ferrara - danno chiaramente da una parte la dimensione di una continua erosione dei piccoli negozi, che in questo momento particolarmente difficile mostra anche un incremento delle chiusure: -146 attività nel settore commercio da inizio anno. Dall’altra una continua polarizzazione del sistema distributivo in pochi grandi incubatori. L’effetto di tale fenomeno che continua nonostante i proclami di sostegno che arrivano da più parti, è quello di ritrovarci in contesti urbani sempre più impoveriti, desertificati e quartieri meno sicuri e meno vivibili. I negozianti sono sempre i primi a sostenere le iniziative del territorio; acquistando sotto casa si aiuta l’economia e l’occupazione locale e si rispetta l’ambiente poiché si limitano gli spostamenti fuori dal comune con diminuzione dell’inquinamento. I negozi di vicinato garantiscono un presidio per la sicurezza dei nostri paesi perché creano relazioni umane e personali; forniscono servizi importanti specialmente per le persone con mobilità ridotta». —
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