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Pomodoro da industria I produttori chiedono più programmazione

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«Riscriviamo le regole della programmazione insieme alla parte industriale». È questa la sintesi dei produttori di pomodoro da industria di Confagricoltura e Cia dell’Emilia-Romagna, che coltivano oltre la metà dei 25.427 ettari di superfici investite in regione, mentre la restante parte è rappresentata da soggetti cooperativi, privati e altre rappresentanze agricole. Dall’Emilia-Romagna proviene il 70% del raccolto del Nord Italia pari a 2,7 milioni di tonnellate.

Infatti, nonostante la crisi dei consumi, il pomodoro “100% italiano” - dai concentrati alle conserve ai pelati -, vince a scaffale ma scontenta i coltivatori. Le due organizzazioni agricole regionali commentano la più difficile campagna della storia e rilanciano: «Aumentano le anomalie climatiche e diminuisce il potenziale di trasformazione. Oltretutto si sono accorciati anche i tempi di raccolta a causa della maturazione in contemporanea delle bacche tanto che il 20 settembre le piante erano già scariche, nude di frutti. Vanno pertanto rimodulati i termini dell’accordo tra agricoltori e industriali per dare valore al prodotto in campo».

Confagricoltura e Cia dell’Emilia-Romagna fissano una posizione comune da presentare al tavolo della trattativa sul contratto quadro d’area Nord Italia per il prossimo anno, visto anche il buon riscontro nel mercato dei derivati del pomodoro, e cioè «confermare il quantitativo da produrre che è stato proposto per l’anno 2020 dalle due organizzazioni agricole, ossia 25-26 milioni di quintali». —

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