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Sciopero in vista 

Rinforzo del piano assunzioni Il Comune corre ai ripari

Rinforzo del piano assunzioni Il Comune corre ai ripari

Il punto sulla vertenza degli assessori Travagli (personale) e Fornasini (bilancio) «Si alza la quota di chi va in pensione, risparmi di spesa con i tagli di dirigenti»

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Gli assessori al Personale Angela Travagli e al Bilancio Matteo Fornasini fanno il punto sul personale a fronte dell’annunciato sciopero dei sindacati confederali previsto per il prossimo 6 novembre.

«La questione del personale e delle assunzioni da parte del Comune di Ferrara è complessa e articolata – spiegano gli assessori rispondendo alle proteste avanzate dei sindacati – e risente pesantemente delle scelte assunte dal Governo e delle situazioni di carattere nazionale. La volontà dell’amministrazione è rendere la macchina comunale meno onerosa e più efficiente nei servizi ai cittadini e alle imprese e in questo senso abbiamo fatto scelte precise relative, in particolare, al numero dei dirigenti che è stato fortemente ridotto».

Taglio dirigenti

Fornasini e Travagli ricordano che nel giugno 2019 hanno ereditato una situazione dove il Comune di Ferrara aveva 31 dirigenti e due alte professionalità.

«Un numero decisamente sproporzionato e troppo elevato di posizioni apicali e che costavano complessivamente più di 3 milioni di euro ogni anno. La struttura organizzativa era costituita da tre aree, al vertice dei Settori e dei Servizi, con a capo ben 3 Direttori, un Direttore Operativo, un Direttore Tecnico e un Direttore Servizi alla persona, i quali incidevano sul bilancio comunale per circa 430mila euro all’anno. La nuova riorganizzazione ha previsto l’eliminazione delle Aree e dei relativi tre Direttori e l’individuazione di un unico Direttore Generale, con una conseguente riduzione dei costi dei vertici apicali rispetto al passato, pari a circa euro 280mila euro all’anno. Allo stesso modo i dirigenti sono stati ridotti da 31 a 20 con una conseguente riduzione del costo di circa 900mila euro all’anno e la stessa razionalizzazione è stata adottata per la società Holding Ferrara Servizi srl e per le società controllate e partecipate, nelle quali si è passati in un anno da sei Dirigenti ai tre Dirigenti attuali, con un risparmio di circa 160mila euro all’anno. I risparmi ottenuti dalla riorganizzazione della struttura comunale e di quella del gruppo delle società partecipate superiamo abbondantemente il milione di euro su base annua».

Attualmente il Comune di Ferrara conta 1.115 dipendenti tra dipendenti di ruolo e non; l’età media molto alta porta anche al collocamento a riposo di un numero elevato di dipendenti; solo nell’ultimo anno si sono registrati ben 84 pensionamenti.

Nuove assunzione

«Per far fronte a questa situazione – spiegano gli assessori – la Giunta sta rinforzando il Piano assunzioni per il 2020 (già approvato nel febbraio 2020 prima della pandemia) usando tutte le risorse a disposizione in base al nuovo meccanismo di calcolo delle assunzioni introdotto dal Governo a marzo 2020. Si tratta dunque di una situazione in evoluzione che sta a cuore in primis alla Giunta essendo quella amministrativa una macchina complessa e delicata che deve funzionare al meglio in modo efficiente ed efficace per garantire ai cittadini e agli imprenditori risposte positive e concrete, in particolare davanti alla situazione emergenziale che stiamo affrontando».

Per gli assessori in particolare non risultano fondate le polemiche, sollevate anche all’interno del consiglio comunale, relative alle spese per il nutrito staff di supporto al sindaco Alan Fabbri e segnalato da opposizione e organizzazioni sindacali.

«Dal raffronto tra le spese per lo staff di Taglianie quello di Fabbri - concludono gli amministratori - il risparmio dell’attuale staff del sindaco rispetto a quello di prima è pari a circa 55mila euro all’anno con una riduzione complessiva del 12%». —

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