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Prima visita senza ticket Aiuto alle famiglie numerose

Prima visita senza ticket Aiuto alle famiglie numerose

La Regione Emilia Romagna conferma l’esenzione anche per il 2020  La misura rivolta a nuclei con almeno due figli, beneficiari anche i genitori

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La Regione Emilia Romagna ha deciso di applicare anche quest’anno l’esenzione dal pagamento della prima visita specialistica per tutte le famiglie con almeno due figli, come era già avvenuto nel 2019.

Dal 1° gennaio dello scorso anno infatti la Regione decise di abolire il ticket nazionale da 23 euro su questo tipo di prestazione per le famiglie con almeno due figli (per un totale di circa 1,1 milioni di persone), e di cancellare inoltre il superticket per famiglie con redditi inferiori ai 100mila euro.

Come funziona

E adesso, con una delibera approvata dalla Giunta, arrivano i fondi destinati alle Asl a copertura dell’esenzione anche per il 2020, pari a 10,6 milioni di euro.

Sia genitori che figli hanno diritto all’esenzione, che viene attribuita automaticamente in base a quanto dichiarato all’Agenzia delle entrate. Chi ha attivato il Fascicolo sanitario elettronico può autocertificare in ogni momento qualunque cambiamento all’interno del proprio nucleo familiare

«Confermare questa esenzione anche in un anno così difficile poteva non essere scontato, ma per noi in Emilia Romagna esiste un solo modello di sanità, quella pubblica e universalistica - hanno dichiarato il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore alle Politiche per la Salute Raffaele Donini - Abbiamo deciso di non richiedere alcun pagamento alle famiglie numerose per la prima visita specialistica sia dei genitori sia dei figli già all’inizio dello scorso anno quando, prima Regione in Italia, abbiamo anche abolito il superticket. Continuiamo a sostenere con convinzione questo provvedimento, che rappresenta un aiuto tangibile e concreto per centinaia di migliaia di famiglie in Emilia Romagna».

Le visite

Per le famiglie emiliano romagnole con più di due figli a carico tutto questo si era tradotto l’anno scorso in un risparmio di 8,5 milioni di euro, con oltre 354mila prime visite specialistiche erogate senza il pagamento del ticket.

Il tipo di prestazione più frequente è stata quella oculistica (64.995 visite, il 18,3% del totale), seguita da quelle dedicate alla dermatologia e allergologia (sono state 64.044, il 18,1%).

Molto frequente anche il ricorso agli specialisti di otorinolaringoiatria (33.506 visite, 9,5%), a quelli di ortopedia (30.970, 8,7%) e a quelli di medicina fisica e riabilitazione (22.009, 6,2%).

Completano l’elenco delle visite più comuni quelle di ginecologia (15.645, 4,4%), chirurgia generale (13.205, 3,7%), cardiologia (12.852, 3,6%) e neurologia (11.139, 3,1%). —

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