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Sanità sotto stress Allerta Case di riposo

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«Il 10 ottobre, in Emilia-Romagna, avevamo 241 ricoveri nei reparti ospedalieri e 16 in terapia intensiva, dieci giorni dopo siamo passati a 531 ricoveri e 78 in terapia intensiva, oggi siamo a 1.157 ricoveri e 119 in terapia intensiva. I dati sono cresciuti cinque volte tanto in 20 giorni e per noi è motivo di tensione e di sforzo infinito per chi lavora nelle strutture sanitarie». Lo ha detto l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini. Considerati i numeri «gli ospedali stanno reggendo ma sempre con maggiore fatica e maggiore carica di lavoro. Da parte di tutti noi c’è sempre maggiore apprensione. Il sistema sta reggendo e si sta occupando dei casi gravi che meno gravi».

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, che ha fatto un monitoraggio dei dati sulla scorsa settimana, l’Emilia Romagna non è una delle undici regioni a rischio più elevato. Questo nonostante l’indice Rt, ovvero quello che misura la trasmissibilità dei casi sintomatici, sia salito a 1,63, al di sotto della media nazionale di 1,7, ma comunque al di sopra della soglia di guardia di 1,5.

Nelle case residenza per anziani, ha continuato Donini, «per noi è massima allerta, vogliamo intervenire tempestivamente. Le Asl stanno aiutando i gestori a isolare i positivi. Nelle strutture per anziani e nei centri per disabili, dal 1° ottobre, i focolai sono 25. Le strutture con almeno un caso sono 69, pari al 10% del totale e i positivi con malattia in corso sono 616, il 2,7% del totale, questi i dati forniti da Donini. —

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