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Arrivano i ristori per i danni 2019 da cimice asiatica

In Emilia Romagna sono attesi 57 milioni La Regione garantisce pagamenti rapidi 

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il punto

Ben 57 milioni di euro in arrivo per i danni provocati dalla cimice asiatica. È probabilmente le notizia più importante uscita dall’assemblea di bilancio di Fruitimprese Emilia-Romagna, al termine della quale presidente e consiglio direttivo sono stati prorogati a maggio 2021. «Stiamo vivendo una crisi senza precedenti dal dopoguerra a oggi – ha detto il presidente Giancarlo Minguzzi – Morti, restrizioni alla libertà personale e d’impresa. Sotto il profilo economico il lockdown ha creato gravi pregiudizi alle aziende, mentre le misure restrittive adottate per contenere il contagio continuano a far pagare proprio alle imprese l’elevato conto della pandemia, tra ricavi ridotti e costi ingenti per le sanificazioni e il rispetto dei protocolli».

In questa situazione la regione è stata anche colpita da anomalo maltempo che ha causato un brusco abbassamento delle temperature con gelate tardive notturne. L’impatto sulle colture e sull’indotto a valle e a monte della filiera è stato drastico. Tra i Paesi produttori europei, l’Emilia–Romagna è stata la regione più duramente colpita dai danni da gelo con una perdita produttiva media del 80% dei raccolti. «Di positivo – ha ricordato Minguzzi – si registra l’attività della Regione Emilia-Romagna che si sta impegnando molto per il rilancio del settore ortofrutticolo penalizzato dalle emergenze climatiche e fitosanitarie. È di pochi giorni fa la notizia che sembra siano in dirittura d’arrivo gli indennizzi di calamità da parte del ministero, per i danni da cimice asiatica del 2019». Solo all’Emilia-Romagna dovrebbero arrivare circa 57 milioni di euro sui 110 programmati. La Regione ha garantito che cercherà di velocizzare il più possibile il pagamento alle imprese. Molto avanzata pare anche l’istruttoria per le gelate, attraverso la deroga della legge 102.

Intanto a Roma si è svolta, a porte chiuse, l’annuale assemblea di Fruitimprese, aperta da una relazione del presidente Marco Salvi. «Guardando ai provvedimenti governativi che si sono susseguiti da marzo ad oggi – ha detto Salvi – , se da un lato manifestiamo il nostro apprezzamento per alcune misure per le quali Fruitimprese si è fortemente impegnata – ha detto ancora Salvi – come l’inclusione degli operatori ortofrutticoli tra quelli esclusi dal lockdown (in un primo momento inspiegabilmente dimenticati), ed il blocco delle indebite richieste di certificazioni di prodotto Covid Free, dall’altro non possiamo che dichiararci delusi per alcune mancate decisioni e soprattutto l’assenza di aiuti economici per il nostro settore». —

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