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Il grido di protesta va nelle piazze del Ferrarese Con qualche vuoto

Il grido di protesta va nelle piazze del Ferrarese Con qualche vuoto

A Portomaggiore e Berra manifestazioni spontanee Invece a Comacchio l’organizzazione di Fratelli d’Italia

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Esercenti in piazza, ancora una volta e non sarà l’ultima. A Portomaggiore e Berra manifestazioni nate dal basso, a Comacchio la protesta è stata guidata da Fratelli d’Italia e i presenti hanno voluto manifestare il disagio e le difficoltà di gestori di bar, ristoranti e palestre dopo l’ultimo decreto consapevoli che la situazione legata all’emergenza non vedrà miglioramenti nel breve periodo. Le ragioni gridate in maniera composta e decisa sono molto chiare: «Ci hanno chiesto di distanziare i tavoli e lo abbiamo fatto. Ci hanno chiesto di rivoluzionare il nostro modo di lavorare e lo abbiamo fatto, mettendo in regola con tutto. I contagi all’interno di bar, ristoranti e palestre sono quasi nulli a Ferrara e provincia e dopo tutti questi sforzi, sacrifici, soldi cosa fanno? Ci chiudono».

Perché alle 18 e non tutto il giorno? Per evitare assembramenti alla sera, visto che c’è, ed è un dato di fatto, chi le regole non le ha rispettate fino in fondo creando adesso un danno enorme a coloro che invece si sono comportati sempre correttamente. Il problema non è all’interno dei locali, ma fuori e chiudere significa far stare la gente a casa. I contagi aumentano in maniera esponenziale e i luoghi di incontro, secondo il governo, devono chiudere le porte. Il problema, quello vero, è che «bisognerebbe garantire sussidi importanti a chi non può lavorare. Non è una nostra scelta ma un’imposizione: noi ci dobbiamo sacrificare per il bene comune, ma allora intanto ci diano da vivere dignitosamente».

PORTOMAGGIORE

I primi a scendere in piazza sono stati i cittadini di Portomaggiore ieri mattina alle 11, ma la delusione degli organizzatori è stata enorme. Una quartantina di persone attorno a Sabrina Sangiorgi della Attiva Med Sabrina: «Non protestiamo contro la nostra amministrazione ma il dito è puntato contro il governo. Noi, dopo il primo lockdown, ci siamo attrezzati: perché, ora, farci chiudere lo stesso? Non è accettabile. Ma, ci si dice, potete svolgere le vostre attività all’aperto. È una presa in giro, anche se io e i miei allievi, per provocazione, facciamo ginnastica sul marciapiedi tutti i pomeriggi». Poi afferra il megafono e parla ai presenti, lamentando che «troppi commercianti sono rimasti nei loro negozi indebolendo la protesta e non capendo che solo l’unione fa la forza». Presente in piazza il vicesindaco Alessandro Vacchi: «Indipendentemente dalle ragioni, che comunque condivido, il compito del Comune è di restare accanto ai cittadini che hanno bisogno di supporto, cercando di capire e di mediare», ha detto Vacchi. In piazza anche Roberto Badolato.

COMACCHIO

Una protesta composta e silenziosa di tanti tra commercianti, esercenti di bar e ristoranti, titolari di partite IVA e tra loro anche proprietari di palestre, ha scandito il flash mob organizzato ieri sera dal coordinamento locale di Fratelli d’Italia, alle 18 in Piazza Folegatti. “Il rumore del silenzio, Ascoltateci” è il monito di uno dei cartelli che brandivano i partecipanti, ma non sono mancati gli sfoghi rivolti al premier, quali “Conte ci ruba la vita. Rispetto per gli imprenditori”. Luca Bergonzi, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia nonché assessore alle attività produttive, affiancato dalla collega Tiziana Gelli, assessore al Welfare, ha espresso “piena solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dall’ultimo Dpcm, molti dei quali qui in piazza. Ritengo che la politica debba favorire, incentivare e, se necessario, proteggere». In piazza tra i manifestanti anche il presidente del consiglio comunale Pier Paolo Carli ed il sindaco, Pierluigi Negri, il quale ha specificato che «è una protesta condivisibile. Oltre a tappezzare la torre civica dell’orologio con striscioni rosa e scarpe rosse, presto ci troveremo a riempirla di cartelle esattoriali». Bergonzi ha poi ringraziato tutti per la partecipazione ampia e sentita al flash mob.

BERRA

La richiesta di aiuto al sindaco e all’amministrazione comunale ha caratterizzato la manifestazione a Berra, sempre alle 18. «Non lasciateci soli, abbiamo paura di chiudere, non sappiamo quello che ci aspetta da qui ai prossimi mesi. Siamo preoccupati». E intanto una lunga lettera è stata scritta da commercianti ed esercenti e sarà affissa in tutti i locali. «Chiediamo ai cittadini di firmare, di darci supporto. Da soli è difficile andare avanti e la catena è forte se tutti gli anelli restano uniti». —

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