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COLOGNA - caso legionella 

La giunta si difende «Facile usare i social»

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COLOGNA

Sul caso legionella alla scuola materna e alla palestra arriva una precisazione da parte della giunta di Riva del Po: «Purtroppo per l’ennesima volta dobbiamo registrare il solito tentativo di disinformazione e strumentalizzazione a uso politico da parte di un consigliere comunale di opposizione e anche, con nostro grande rammarico, in alcuni articoli, che hanno creato un eccessivo allarmismo sulla vicenda, oltre che fornire informazioni sbagliate e confuse ai cittadini. Inutile dire che sulla vicenda era stato subito emesso un comunicato da parte dell’amministrazione comunale, ignorato perché di fatto fa fede esclusivamente quello che si legge sui social».

«Questa amministrazione fin dall’inizio dell’anno scolastico ha fatto svolgere le dovute analisi di campionamento in tutte le sue strutture, proprio per il fatto che i plessi, causa la pandemia, erano stati chiusi diversi mesi prima della ripresa dell’attività scolastica. Non ci risulta che altri Comuni abbiano fatto altrettanto... Ricordiamo che la legionella non si diffonde per uso liquido ma solo per areazione e quindi il pericolo di contagio è estremamente limitato. La comunicazione ai genitori della sospensione, viene fatta dalla scuola stessa: non si capisce tale competenza venga attribuita al Comune. È del tutto evidente che in accordo con la direzione scolastica sono state prese misure alternative, per evitare il disagio della chiusura del plesso di Cologna e per giungere al più presto possibile alla riapertura della scuola una volta ultimate le analisi, ulteriori previste, in modo da accertare la sanificazione delle tubature d’acqua interessate. E anche qui si è voluto polemizzare sulla mancata presenza degli amministratori a una riunione: tale presenza non era stata richiesta e nemmeno dovuta. Tuttavia la collaborazione fra i due enti (scuola e Comune) è stata subito attivata in modo costante».

«Purtroppo di questi tempi - chiude la comunicazione della giunta - fare dell’inutile ed eccessivo allarmismo o disinformazione risulta estremamente facile, farlo poi sui social è elementare, non tenendo conto delle conseguenze e delle ripercussioni che coinvolgono la sfera emotiva, comportamentale e psicologica. E chi rilascia certe dichiarazioni deve assumersene la responsabilità in tutti i contesti ove è richiesto. Cosa che abitualmente noi facciamo, mentre altri non possono dire altrettanto...». —

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