Mafia nigeriana Bloccato il capo dei “norseman”
E il questore Capocasa lancia un appello alla Comunità e ai ferraresi della Gad: «Denunciate e segnalate fatti per gli sviluppi dell’inchiesta»
Faceva parte del gruppo di spacciatori di medio livello, quelli che prendevano ordini da Anthony Odioanose, detto Ubeba, il capo dell’agguato col machete di via Morata, e che prendeva ordini a sua volta dal capo dei capi del clan mafioso di Ferrara, dj Boogye. Joel Igene, 21 anni, era in fuga anche lui da mercoledì mattina, quando a Ferrara era riuscito a sfuggire al blitz della Polizia. Ma non ha fatto tanta strada: lo hanno bloccato e arrestato a Bologna nel pomeriggio di giovedì, alla stazione ferroviaria, mentre stava per partire per la Svizzera. Lui, un “Norseman”, nella gerarchia del clan, dunque uno spacciatore di cui fidarsi, era in fuga come tutti gli altri, poichè dopo il tam-tam del blitz nella comunità degli Svc-Arobaga, quelli come lui stavano cercando di fuggire in luoghi più sicuri. Igene viene indicato, e con lui tutti quelli della “batteria” dell’agguato di via Morata quando tentarono di uccidere un rivale degli Eiye nel luglio di due anni fa, come partecipante dell’associazione rispettando ordini dei vertici, partecipando alle riunioni del gruppo e contribuendo a risolvere i problemi del clan; offrendo contributi in soldi, e rispettando segni distintivi e regole degli Arobaga. Non a caso Joel Igene aveva addosso e in borsa i tipici capi di abbigliamento rossi, simbolo di appartenenza alla Supreme Viking Confraternity – Arobaga, una fascia elastica in cotone rosso con l’eloquente scritta “Supreme” nonché una t-shirt rossa con la scritta “Never give up” (Non mollare mai) e una bandana di colore rosso e nero.
Secondo gli inquirenti che lo hanno arrestato stava per lasciare l’Italia diretto in Svizzera. Inquirenti che lo indicano come associato da pochi anni al gruppo criminale, semplice Norseman con compiti di spaccio a Ferrara, ma in odor di carriera, poichè per i suoi capi controllava gli altri Norsemen e anche le “belle”, le donne affiliate al gruppo. Un mondo a parte. per cui il questore Cesare Capocasa lancia un appello alla stessa Comunità nigeriana e ai cittadini della Gad: «Un invito a collaborare con la Polizia denunciando e segnalando fatti che possano servire per l’inchiesta e gli sviluppi che ne nasceranno». —
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