Ferrara, in piazza contro il Dpcm ma la manifestazione è sottotono
Circa duecento persone sul Listone. La protesta non bissa il successo della scorsa settimana
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FERRARA. «La giostra non gira più», e gli addetti del Luna Park colorano la piazza Trento e Trieste per la seconda manifestazione contro l’ultimo decreto Covid di metà ottobre (mentre è incombente quello atteso da giorni) che ha chiuso e limitato attività commerciali e tanto altro. Eccoli qui lavoratori e titolari di aziende dello spettacolo, palestre, ristoranti, pub, bar e discoteche. Ma nessun bis oggi (2 novembre), rispetto lunedì della settimana scorsa, quando oltre un migliaio di persone aveva reclamato il diritto di restare aperti, vista la presenza di poco più di 200/250 persone (stime Digos).
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E allora, «Ferrara vuole essere città aperta», tuonano dal palco, primo tra tutti Alessandro Duran, ex pugile, ed ex campione europeo che rappresenta il mondo delle palestre, chiuse per decreto: «Avevano accettato le limitazioni del primo periodo Covid, da marzo a maggio pur con mille difficoltà siamo andati al tappeto ma non ci siamo avviliti e poi rialzati. Ora in questa situazione, pur facendo rispettare tutte le regole possibili, le palestre debbono stare chiuse e di fatto tante rischiano di chiudere per sempre. E senza lavoro non c’è libertà nè dignità: non sono un politico nè un virologo, e chi dice che il Covid non c’ e nega è uno stupido. Ma 1 ora di palestra o attività all’aperto sarebbe una buona medicina per tutti».
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Dalle palestre al settore ristorazione. Marco Maruzzi ricorda gli sforzi fatti per tenere aperti i ristoranti, gli investimenti di questi ultimi mesi, «ma noi ristoratori non siamo untori, per questo ci batteremo per una Ferrara città aperta». Mentre Alberto Ferretti, scrittore e imprenditore della cultura ha criticato i vari Dpcm che hanno colpito l’intero territorio «senza fare distinzioni tra le aree più o meno colpite e Ferrara era tra queste: per questo che chiediamo a Conte di poter continuare a lavorare in ogni settore tra quelli che sono stati chiusi».
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E ancora sulle palestre Romano Becchetti, un titolare, traccia il bilancio e spiega ora «dobbiamo limitare i danni ma non sarà facile e oltre al danno anche la beffa, con una clientela che non tornerà. Senza contare sul fatto che tante persone venivano nelle nostre palestre per problemi di salute e ora saranno abbandonate». La manifestazione non ha registrato nessun problema, sotto la attenta regia delle forze dell’ordine, sottolineato anche da uno dei promotori, Alessandro Gulinati «avete visto, si temeva chissà cosa ma nessuna infiltrazione». Per una manifestazione apartitica apolitica hanno indicato i promotori. Nessuna presenza di estremisti o altro, o di Forza Nuova, pur annunciati. L’unico “brivido”, un piccolo siparietto, urlato con “Conte vaffa...” ripetuto da un gruppetto dietro il palco.
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