Visitatori in netto calo nei cimiteri della città
La conferma arriva anche dai fioristi: minori vendite del 40% I più anziani in maggioranza hanno evitato di uscire di casa
Non è stata solo un’impressione nel visitare i cimiteri in queste giornate di ricordo delle persone defunte notare meno visitatori quest’anno. Anche i fioristi confermano il calo di persone sia alla Certosa che negli altri luoghi di sepoltura della città. I venditori di fiori all’ingresso dei cimiteri si sono viste calare le vendite in media del 40%.
«La mia edicola si trova accanto al cimitero di via del Campo da quarant’anni – commenta Carla che la gestisce come ultima generazione – ed una situazione così non l’avevo mai vissuta. La paura del contagio è palpabile ed io stessa ho tappezzato la bancarella con diversi cartelli che invitano le persone di avvicinarsi solo se indossano la mascherina, di stare a distanza le une dalle altre, ad igienizzarsi le mani; la gente però devo dire che rispetta le regole ma. . . compra pochi fiori freschi perché è convinta che il cimitero sarà presto richiuso come nei mesi scorsi e quindi prevede di non poter venire a cambiare l’acqua insomma non vuole rischiare di lasciarli marcire o appassire sulle tombe. Non dimentichiamo che i cimiteri sono stati tra gli ultimi a riaprire, il 5 maggio».
Carla così ha pensato che per consentire ai parenti di lasciare comunque un segno ha confezionato oltre un centinaio di piccoli mazzettini con un rametto verde, una rosa o un’orchidea e soprattutto un comodo adesivo da poter applicare alla lapide, facendosi aiutare da tutta la famiglia poiché la soluzione è molto piaciuta e va a ruba perché costa solo 3 euro.
«Con questo – conclude – i crisantemi ed anche le rose, sono sempre i fiori preferiti ma quest’anno aver provveduto da parte della nostra categoria di farne una scorta è stata una mossa azzardata che io non ho fatto procedendo quasi a giornata a causa dell’insicurezza che stiamo vivendo sulla nostra apertura o chiusura».
La situazione non è molto diversa in Certosa dove, nonostante l’afflusso sia per forza di cose maggiore vista la vastità del cimitero, i rivenditori di fiori lamentano un calo delle vendite anche qui mediamente attorno al 40%.
«L’anno scorso – ricorda uno di loro – pioveva ed inoltre la Piazza Aristea era stata chiusa per cui non si poteva parcheggiare ma nonostante questi disagi abbiamo lavorato meglio».
«Anche i visitatori – aggiunge un altro fioraio – sono diversi cioè mancano molto gli anziani che evidentemente hanno pensato di stare a casa delegando i figli o i nipoti. Ho notato infatti diversi giovani che insieme alla propria famiglia portano i fiori sulle tombe. Non credo però che il 2 novembre il giorno della ricorrenza dei defunti, la situazione migliorerà in quanto ad afflusso; chi voleva venire lo ha fatto il giorno festivo mentre oggi dovrà certamente tornare al lavoro o a scuola e si tornerà alla normalità. Allora forse vedremo più anziani».
Chi non ha notato invece un minor traffico rispetto all’anno scorso sono state le due vigilesse di turno ieri mattina all’inizio di via Borso chiusa alle auto. —
Margherita Goberti
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