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risoluzione evitabile 

Beffa “europea” per Carife Aiuti giusti ma ricorsi proibiti

s.c.
Beffa “europea” per Carife Aiuti giusti ma ricorsi proibiti

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Il “punto” alla vicenda Carife potrebbe metterlo tra qualche tempo la Corte di giustizia europea, che si prepara ad emettere il verdetto sugli aiuti di Stato alla Tercas, percorso in qualche maniera parallelo a quello dell’ex cassa ferrarese. E se dovesse accogliere, come di solito succede, le conclusioni dell’avvocato generale Evgeni Tanchev, sarebbe davvero una beffa per la comunità ferrarese. Sì, perché secondo il “pm” europeo, la Commissione Ue sbagliò nel 2015 a bocciare l’intervento nel Fondo interbancario in Tercas, e il corollario è che anche la ricapitalizzazione salvifica del Fidt su Carife avrebbe potuto procedere, invece di fermarsi con la risoluzione della cassa da parte del governo; il problema è che non ci sarebbero margini legali per rivalersi.

La contraddizione la evidenziano i sindacalisti Cristiano Zagatti, Nicola Cavallini e Samuel Paganini: «I politici protagonisti del misfatto (il blocco della ricapitalizzazione con la conseguente risoluzione, ndr) continuano a dare la colpa alla malvagia Europa. Peccato che, nel caso di Carife, nessuno sia in grado di mostrare alcun documento che attesti il divieto o la contrarietà europea. Beffa nella beffa: se si volesse fare ricorso alla Corte di giustizia su Carife, non si saprebbe cosa impugnare». In effetti, è questo il problema contro il quale si scontrarono anche i tentativi della Fondazione Carife di attivare procedure giudiziarie contro la mancata ricapitalizzazione: non saltò fuori mai un documento nel quale la Commissione Ue imponesse all’Italia di non ricapitalizzare, solo “moral suasion” o, per dirla con i sindacalisti, «la subalternità del governo di allora, a trazione “renziana”».

A distanza di anni, però, sono evidenti «le conseguenze nefaste di quegli atti. Ferrara, che già in passato faticava ad avere credito - scrivono Zagatti, Cavallini e Paganini - è ormai agli ultimi posti regionali per il tasso di accettazione delle pratiche di fido presentate. Per non parlare di quante filiali sono state chiuse negli ultimi anni, anzi nelle ultime settimane, in certi casi abbandonando frazioni, paesi o intere zone della provincia ferrarese». —

s.c.

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