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Nel Ferrarese cala l’attività chirurgica

Gi.Ca.

Asl e Sant’Anna verso una graduale riduzione degli interventi programmati. Nessun riflesso sulle visite specialistiche

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Più contagi, più malati, più ricoveri, quindi più posti letto da riservare ai pazienti Covid, anche nelle terapie intensive. È l’equazione che sta mettendo alle strette le strutture sanitarie del Ferrarese, in altre zone del Paese in modo anche più incisivo di quanto avvenga in Emilia Romagna e in provincia. La seconda ondata della pandemia sta proiettando pesantemente i suoi effetti sugli ospedali e ieri l’Unità di crisi interaziendale, che unisce le direzioni e i responsabili di unità operativa di Asl e Sant’Anna, ha mosso i primi passi verso il cosiddetto scenario 3, che con il potenziamento della rete dei posti letto per pazienti Covid positivi o sospetti condizionerà l’attività programmata. Si tratta degli interventi chirurgici d’elezione, ai quali si accede con lista d’attesa, talvolta dopo mesi o periodi anche più lunghi. «Andremo a ritoccare, nei prossimi giorni e settimane, i posti ricavati negli ospedalei misti del Delta e di Cento: sarà inevitabile quindi ridurre, anche se con gradualità, gli interventi programmati», spiega il dottor Emanuele Ciotti, che ha appena assunto l’incarico di direttore del Distretto Centro Nord e di direttore sanitario Asl facente funzioni.

Il ruolo del privato

Queste limitazioni potrebbero comportare uno slittamento dell’attività chirurgica per discipline come Oculistica (già in sofferenza a causa del lockdown di primavera e per l’insufficiente disponibilità di personale), Urologia, in parte Ortopedia. Saranno salvaguardate l’Oncologia e le patologie tempo-dipendenti, come la Cardiologia o la Traumatologia, precisa Ciotti. Per recuperare posti letto e una parte dell’attività programmata sarà chiesta, come preannunciato nell’ultima Conferenza socio-sanitaria, la collaborazione del privato accreditato (le Case di cura in convenzione).

L’Unità di crisi interaziendale ha già iniziato a riunirsi con una frequenza trisettimanale: nei prossimi giorni saranno misurate le esigenze legate al riassetto e l’attività programmata comincerà a rallentare. Questo avverrà anche al Sant’Anna, dove si parla di «rimodulazione» parametrata sui flussi quotidiani dei ricoveri. Per ora, con il raddoppio della Terapia intensiva Covid, da 8 a 15 posti, e l’apertura di una nuova unità operativa Covid da 24 posti, l’area della degenza dedicata conta 105 posti. «Quando il numero salirà a 130 saremo vicini al blocco degli interventi programmati», annunciano dall’ospedale di Cona. Ma non si tratta di uno scenario imminente. Questa evoluzione non coinvolge per ora l’attività ambulatoriale, nè all’Asl nè al Sant’Anna.

L’Asl intanto ricorda che «parallelamente prosegue l’attività di tracciamento dei contatti, dei medici di base e degli Usca per contenere i rischi di diffusione del contagio». —

Gi.Ca.

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