Auto bruciata in centro Rimane in campo solo l’ipotesi dolosa
BONDENO
Ormai non sembrano esserci molti dubbi sull’origine dolosa dell’incendio che si è sprigionato sabato all’alba, all’altezza del cofano di una Chevrolet Cruze. Parcheggiata, quest’ultima, poco distante dal duomo di Bondeno, nell’intersezione tra via Mazzini e via Bonati.
Il tutto farebbe pensare ad un innesco, che sarebbe avvenuto all’altezza delle ruote anteriori: forse un insieme di carta e materiale infiammabile. Una tecnica molto simile, rispetto a quella servita per appiccare l’incendio di altre quattro auto, durante la notte tra il 24 e il 25 luglio, nel corso della Festa d’Estate.
indagini in corso
A questa ipotesi, soprattutto, starebbero lavorando i carabinieri, con le loro indagini. Nel corso delle quali stanno raccogliendo dati, testimonianze ed immagini: quelle del sistema di videosorveglianza che, in centro storico, presenta molteplici punti di osservazione e, dunque, potrebbe essere in grado di fornire informazioni importanti sui movimenti intercorsi prima che scatenasse il rogo, attorno all’1.30 di sabato notte. Come detto, l’auto è bruciata in una zona centralissima di Bondeno, a pochi metri dell’abitazione del proprietario (un cittadino extracomunitario di 35 anni) e proprio davanti alle vetrine dei vari negozi di merceria, di ottica e di una parrucchiera e di uno studio professionale, che si trovano proprio davanti al punto in cui si è verificato l’incendio.
Per fortuna, non si segnalano danni alle attività commerciali, nonostante sembrasse in un primo momento essere stata danneggiata almeno una delle insegne. Danneggiata dall’irraggiamento termico, invece, un’altra autovettura parcheggiata a fianco della Cruze andata in fiamme.
Il sindaco Simone Saletti ha espresso parole di apprezzamento per «l’intervento di vigili del fuoco volontari e dei carabinieri – spiega – che hanno impedito la propagazione delle fiamme alle auto attigue e messo in sicurezza le attività commerciali adiacenti. Attraverso l’acquisizione da parte dei carabinieri delle immagini delle telecamere di sorveglianza – ha proseguito il sindaco – sono fiducioso sul fatto che possano essere assicurati presto alla giustizia i responsabili di questo inqualificabile atto vandalico». —
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