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EMERGENZA CORONAVIRUS

Ferrara, balzo in avanti dei positivi: reparti Covid saturi

Ferrara, balzo in avanti dei positivi: reparti Covid saturi

Quattro decessi, tre da Rsa. Contagi in tribunale, procura e prefettura. Ieri a Copparo l'addio a Marta Bolognesi di 88 anni: "E' morta troppo in fretta"

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FERRARA. Martedì nero sul fronte coronavirus per la provincia di Ferrara. Il bilancio è pesante per i nuovi lutti, quattro, ma anche sui contagiati, ben 137 e con un rapporto altissimo di casi sul numero dei tamponi esitati, fuori scala rispetto al dato regionale e anche nazionale. Sono numeri che fanno riflettere in vista della territorializzazione dei provvedimenti di restrizione, che terranno conto anche della capacità di assorbimento degli ospedali. Ieri altri 15 ricoverati a Cona, dei quali 4 in terapia intensiva, che peraltro resta nella stessa situazione del giorno prima a causa appunto di decessi e trasferimenti in altri reparti di pazienti migliorati. Il virus si è intanto infiltrato anche nei palazzi di giustizia e in Prefettura.

ALTRI DECESSI

È arrivata ieri la comunicazione di altri quattro decessi, tre dei quali ospiti di case di riposo divenute cluster del virus. Si tratta di due donne, di 96 e 86 anni, morte rispettivamente a Cona e al Delta, che prima di essere ricoverate vivevano alla Rsa Santa Chhiara e alla Rsa Ripagrande, entrambe di Ferrara; e di una terza anziana, 84enne, proveniente dalla Rsa Caterina, e anch’essa spirata a Cona. Il quarto deceduto è un 75enne che era ricoverato al Sant’Anna dal 18 ottobre. Per tutti indicate patologie pregresse concomitanti.

LA STORIA

Ieri a Copparo ultimo saluto a Marta Bolognesi di 88 anni, morta lo scorso 26 ottobre all’ospedale di Cento. L’anziana aveva patologie pregresse e un’infezione alle vie urinarie, ma è stata anche riscontrata la positività al virus alla Rsa Ripagrande di Ferrara. «L’ultima volta - dice il figlio maggiore - l’avevo vista un mese fa e stava bene. Quando abbiamo letto del Covid in struttura ci siamo preoccupati, ma il 17 era negativa. Il 22 nuovo tampone positivo e il 24 ci è stato detto che stava male, con ricovero a Cona. Il giorno dopo ci hanno detto che veniva trasferita a Cento per cure più mirate, ma già il 26 è morta: siamo sbalorditi per la velocità del decesso. Mia madre non aveva sintomi, pensiamo che la causa dell’infezione sia dovuta al catetere, le era capitato un problema simile nel 2018 quando era in struttura a Copparo; allora la causa fu il catetere lasciato a mia madre più del previsto».

L’88enne, che ha lavorato in campagna e ha svolto altri lavori, era vedova dal 1996. Lascia due figli, nuora, i fratelli (fra cui uno di Torino che ha avuto il Covid), le sorelle, il cognato e i nipoti. «Ci manca - racconta il figlio -, mia madre ha vissuto sempre per la famiglia. Pensi che era incinta a soli 15 anni assieme a mia nonna, sua sorella, mia zia, è nata un mese prima di me...»

VALANGA DI POSITIVI

I nuovi positivi nel Ferrarese sono 137, un numero assoluto nella media di una regione che ieri ne ha fatti segnare 1.912 e che è in bilico tra due zone di colore acceso, per quanto riguarda allerta e conseguenti misure restrittive. La vera anomalia è rappresentata dal rapporto casi/positivi, che in provincia è addirittura al 42,4%, mentre la media regionale è di poco superiore al 7% e quella nazionale circa il doppio di quest’ultima. I 97 asintomatici individuati sono stati individuati solo parzialmente (57) con il contact tracing, mentre 31 hanno contagi di origine ignota. La grande maggioranza dei nuovi positivi, 82 viene dal capoluogo, poi Cento (13) e Bondeno (12). La situazione ospedaliera, che va tenuta strettamente sotto controllo, ieri segnalava le due nuove Medicine Covid di Cona già al limite, con due posti complessivi a disposizione, mentre al Delta e a Cento la capacità residua è addirittura negativa. Sembra quindi inevitabile la riconversione di ulteriori posti letto a discapito, come avviene in questi casi, dell’attività ordinaria e dei malati di altre patologie.

PALAZZI "VIOLATI"

Un caso positivo al Covid, di una magistrato della Procura, ha portato tutti i magistrati e gli addetti degli uffici e della polizia giudiziaria entrati in contatto ad essere sottoposti a tamponi, decine e decine: al momento tutti negativi, altri in attesa di risultati. L’attività non ha subito rallentamenti e il lavoro negli uffici prosegue normalmente.

Situazione normalizzata in tribunale, ed è lo stesso presidente Stefano Scati a spiegare che tutti gli addetti sono stati sottoposti a screening di test sierologico: «Allo stato non ci sono focolai in tribunale che necessitino interventi straordinari dell’Ausl: quello in corso in questi è controllo di routine, come era stato predisposto nel giugno scorso. L’attività va avanti, grazie alla collaborazione di magistrati, personale e avvocati, anche se, come tutti, siano appesi ad un filo: se dovesse succedere qualcosa verranno attivate tutte le procedure di controllo».

Anche in Prefettura si è registrato un positivo tra gli addetti negli uffici, nel week endscorso: anche in questo caso le persone entrate in contatto col positivo sono state sottoposte a tamponi e le strutture interessate sanificate: visti i risultati negativi dei controlli, gli addetti sono tornati al lavoro e l’attività è ripresa normalmente. —

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