Sisma e contributi casa Su più di tre milioni erogati vanno restituiti 581 euro
I fondi elargiti per l’autonoma sistemazione delle persone sono stati un valido sostegno Ma alcune famiglie hanno incassato più di quanto dovuto
BONDENO
Il progressivo ritorno alla normalità dopo l’emergenza sisma sta portando con sé anche una serie di accertamenti che, nel caso specifico, stanno riguardando i contributi per autonoma sistemazione abitativa, riconosciuta ai soggetti sfollati dalle loro abitazioni a seguito del terremoto del 2012. In totale sono per adesso 581,18 euro i soldi che alcuni cittadini dovranno restituire.
LA MISURA E LE RICHIESTE
Per fare ordine sulla vicenda, occorre ricordare che tra le prime misure introdotte dall’Agenzia regionale per l’emergenza sisma vi era appunto quella di un contributo (Cas) che serviva per l’autonoma sistemazione delle persone costrette a trovare un’alternativa alla propria casa inagibile.
A seguito di questa misura, dal Comune di Bondeno arrivarono alla Regione 385 domande, tutte soggette ad istruttoria, che portarono sul territorio un equivalente di 285.151 euro per il periodo che andava dalla sisma del 20 e 29 maggio fino al 31 luglio 2012. Difatti, dal 1º agosto dello stesso anno è entrato in vigore il “nuovo” contributo per autonoma sistemazione abitativa, stabilito dall’ordinanza commissariale 23 del 2012. Alla data attuale, sono stati complessivamente più di 3 milioni e 430mila euro quelli serviti a gestire l’emergenza abitativa nel Bondenese. Una norma nella specifica ordinanza stabiliva che il contributo poteva essere erogato per il periodo che andava dal 1° agosto 2012, fino al ripristino della propria abitazione, e comunque non oltre lo stato d’emergenza.
I CONTROLLI A SEGNO
Dalle verifiche che sono state compiute dagli uffici competenti, si è potuto constatare come alcuni nuclei hanno beneficiato di somme non dovute, per ragioni di vario tipo. Basti pensare che ad un cittadino, per tre mensilità, sono state versati per errore importi mensili di 500 euro, quando l’affitto era di 460 euro. Di qui la restituzione di 120 euro dovuta dal cittadino in questione, per l’errore verificatosi. In altri due casi, il versamento del Cas è proseguito oltre il termine del completamento dell’immobile in fase di ricostruzione.
Insomma, gli accertamenti hanno fatto emergere circa 581 euro, versati per errore, e che ora dovranno essere restituiti dagli interessati all’Agenzia regionale di Protezione civile. —
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