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Ferrara, sul listone bancarelle dimezzate. Festa del regalo sì, il Villaggio no

Marco Nagliati
Ferrara, sul listone bancarelle dimezzate. Festa del regalo sì, il Villaggio no

Il Dpcm crea una divisione tra mercato ambulante e fiera momentanea. Così il prossimo in centro a Ferrara diventerà un Natale a metà  

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FERRARA. Malinconico e dimezzato. Con metà listone abbracciato dalle bancarelle e viceversa l’altra porzione del selciato di Trento Trieste svuotata dalla burocrazia. Qualche luce soffusa ma nessun concerto, né casetta. Un Natale a metà, logorato dal Covid-19 e dai Dpcm. A Ferrara accade che la “Festa del regalo” organizzata dalla Confesercenti si potrà allestire, dal centro della piazza in direzione palazzo San Crispino. Mentre il Christmas Village di Made Eventi, Delphi International e Sapori DaMare non avrà cittadinanza. Simili eppur mai così agli antipodi.

pugni alla logica

Ed è tutto figlio di un “piccolo” passaggio governativo, che però che sale sul ring boxando con la logica. Uno sconquasso normativo. La “Festa del regalo” è rubricata all’interno del vasto mondo del commercio ambulante, quindi attività consentita anche in tempi pandemici. Di contro, il “villaggio natalizio” è considerato una sorta di mostra momentanea: una fiera. Pertanto contraria alle disposizioni di salvaguardia della salute pubblica.

lo spillo

In punta di spillo si sgonfia un pezzo dell’offerta natalizia cittadina. Creando ovviamente anche un più che chiaro danno economico. E in tutto questo il Comune di Ferrara si trova disarmato, costretto a prendere atto di un decreto così divisorio.

Sabato 14 novembre avverrà l’accensione delle luminarie, come previsto. Ma una parte di listone (trenta metri dal duomo fino all’altezza di galleria Matteotti) rimarrà spoglia.

impoverimento

«Purtroppo la situazione è questa - ammette Alessandro Pasetti di Made Eventi -; la Fiera del regalo può contare sull’essere mercato ambulante. Noi no. È un aspetto burocratico che però crea un danno finanziario notevole. Oltretutto impoverisce la città, perché non ci saranno spettacoli e una parte importante dell’offerta che poteva richiamare la gente verrà meno. Il Comune sta facendo quanto possibile, ma di fronte alla burocrazia c’è nulla da fare». —

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