Crescono le imprese nel Ferrarese Bilancio positivo nel terzo trimestre
Da luglio a settembre 111 attività produttive in più sul 2019 Rimane il saldo negativo sull’anno, in totale 34.500 aziende
Pur con un bilancio che dall’inizio dell’anno rimane in territorio negativo (-304 unità), la movimentazione delle imprese nel terzo trimestre del 2020 regala alla provincia di Ferrara un segna più. Rispetto ai primi due trimestri del 2020 - quando il flusso delle nuove aperture e delle chiusure aveva registrato pesanti valori negativi, il trimestre estivo, oltre a segnare un ulteriore calo delle chiusure (250 contro le 301 dello stesso periodo del 2019), rileva un ritorno alla “normalità” sul fronte dell’apertura di nuove imprese (361, quindi 38 in più rispetto alle 323 di luglio-settembre 2019).
Il saldo trimestrale positivo
Nel complesso, rispetto alla fine di giugno, il bilancio fra le imprese nate e quelle che hanno cessato l’attività nel terzo trimestre dell’anno si è chiuso con un saldo attivo di 111 unità, che porta la consistenza del sistema imprenditoriale ferrarese a toccare - alla fine di settembre - le 34.500 unità. Miglioramento che, pur equiparandosi al massimo traguardo del terzo trimestre del 2010, non compensa il trend del primo semestre. Questo il quadro di sintesi sulla nati-mortalità delle imprese ferraresi nel terzo trimestre dell’anno, fornito dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sui dati di Infocamere, Registro delle imprese.
Abbiamo bisogno – segnala la Camera di commercio - che prenda corpo con più decisione la domanda interna, che le persone tornino ad avere fiducia e ad affrontare senza paura del domani anche consumi impegnativi, come possono essere l’acquisto di un’automobile o di un elettrodomestico. Serve che si riavvii il ciclo di investimenti delle imprese, magari per inseguire la spinta dell’innovazione e della digitalizzazione, anche sul fronte dei macchinari, settore che vede Ferrara in prima linea. Occhi e attese degli imprenditori ferraresi sono puntati sul Recovery Fund e sui 209 miliardi che l’Europa, tra risorse a fondo perduto e prestiti, metterà a disposizione del nostro Paese. Un’opportunità da non perdere – conclude la Camera di commercio - per tracciare le traiettorie di sviluppo dei prossimi anni e per iniziare oggi a costruire l’Italia del 2030 e, perché no, con un po’ di ambizione del 2050.
IL BILANCIO DEI SETTORI
Il saldo positivo più elevato è stato registrato dal settore primario (+35 unità, pari al +0,47%), al cui interno esistono però dinamiche opposte: mentre le aziende agricole continuano a ridursi, pur più lentamente che in passato, a far crescere il settore è il comparto della pesca e più in dettaglio aumentano le attività di acquacoltura marina (+44 unità). Il superbonus sembra aver stimolato, invece, la nascita di imprese edili (+25 tra luglio e settembre scorsi e una velocità relativa dello 0,52%, superiore a quella del settore agricoltura-pesca) e questo consente al sistema imprenditoriale ferrarese di tenere le posizioni, aumentando le unità produttive rispetto al trimestre precedente. Incremento anche per le Costruzioni rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2019 (0,02%). Per oltre l’80% questa crescita si deve alle piccole realtà individuali, agli specialisti nelle attività di impiantistica e di finitura degli edifici e ai posatori di infissi (+21 unità). Il terzo miglior saldo è ottenuto dal complesso gruppo delle attività artistiche, sportive di intrattenimento e divertimento (+14 unità, pari al +2,4%), al cui interno crescono voci come Altre attività sportive e Altre attività ricreative e di divertimento, che lasciano intendere modalità nuove di erogazione di questi servizi, adattate all’emergenza, come ad esempio le lezioni sportive attraverso piattaforme web, ma anche attività stagionali svolte presso gli stabilimenti balneari della costa. —
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