«Ho ucciso tua sorella Ora tocca anche a te»
Quando ancora il corpo di Atika Gharib non era stato trovato, l'ex compagno, M'hamed Chamekh «mi telefonava e rideva: “ora sei contenta, tra poco ti arriva una bella notizia. Adesso tocca a te”».
L’ha raccontato ieri alla Corte di assise di Bologna Khadija, la sorella di Atika, uccisa e bruciata nel settembre del 2019. Il processo al compagno prosegue con i testimoni nell'accusa, dopo che la Corte ha disposto una perizia psichiatrica per Chamekh che uccise Atika il 2 settembre 2019 e un mese prima era stato cacciato dalla casa di via Oroboni, qui in città da Atika. «Mia sorella aveva paura di lui - ha raccontato Kadjia - Chamekh la controllava le telefonate e i messaggi delle chat».
E così la sorella ha ricostruito anche violenze domestiche da Chamekh su Atika e dalle figlie di Chamekh per cui è in corso il processo qui a Ferrara. Che portarono Atika a cacciare di casa Chamekh che «mentre se ne andava, le diceva, in arabo, “ti uccido”». E dopo averlo fatto, un mese dopo, Chamekh telefonò in Marocco e disse: “Ho ucciso Atika e l'ho bruciata, l'ho mandata da Dio, ora sto bene». —
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