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la difesa del quisisana 

Morì cadendo dal letto «I protocolli rispettati»

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Sfilano uno dopo l’altro i testimoni della difesa, davanti al giudice Silvia marini e al pm Alberto Savino. Tutti, il medico di turno, la caposala e anche il medico legale confermano la tesi della Quisisana, l’ospedale privato cittadino al centro del processo per un paziente morto dopo la caduta da un letto: ogni procedura venne adottata per salvaguardare il paziente. Non era autosufficiente, o meglio «disorientato ma collaborante», Franco Mantovani, 85enne ferrarese, che la notte del 15 maggio 2015 per una caduta dal letto della stanza d’ospedale in cui era ricoverato si ruppe un femore e un mese dopo morì. Ieri l’avvocato Claudia Pelà che assiste il medico accusato di omicidio colposo ha chiamato in aula i testi di difesa e soprattutto il medico legale Stefano Marinelli che ha sciorinato i numeri che la letteratura medica indica sulle morti da caduta dal letto: ogni anno sono 4/5.000 le vittime negli ospedali privati e pubblici, 15% accidentali, 78% prevedibili e 8% imprevedibili. E che per paradosso, a volte in certe condizioni, le sbarre ai lettini diventano una aggravante per lo scavalcamento. Ma questo paziente aveva una ridotta autonomia, eccepisce la procura e dunque si sarebbero dovuto approntare maggiori sicurezze per lui. Sicurezze garantire, ribatte la difesa, poiché tutte le linee guida al Quisisana furono rispettate e applicate. La sentenza è attesa per il 22 dicembre. –

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