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Ferrara, nella mensa Caritas cambiano i clienti: più italiani e badanti

Margherita Goberti
Ferrara, nella mensa Caritas cambiano i clienti: più italiani e badanti

Da ottobre di nuovo ampliato il servizio, anche se manca sempre la cena: «Molte facce nuove tra i frequentatori». Crescono i pacchi viveri, ora sono 826

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FERRARA. Il Covid 19 incide anche sulla mensa della Caritas ed i suoi frequentatori. Durante il lockdown infatti era aperta dal lunedì al venerdì ma con chiusura il sabato e la domenica e senza la cena poiché l’afflusso era molto calato. «A fronte dei quasi 90 pasti al mezzogiorno che solitamente serviamo– spiegano gli addetti – più una cinquantina di colazioni la mattina, eravamo arrivati complessivamente ad una cinquantina di persone. Molti infatti provengono dalle frazioni ed hanno necessità di prendere una corriera che durante la chiusura non c’era».

Dal 5 ottobre è stata riattivata l’apertura anche durante il week end ma non la cena, però ancora non è stato raggiunto il picco delle presenze. «Abbiamo però notato molte facce nuove fra i frequentatori - proseguono gli addetti di via Brasavola - molte sono italiane e tante appartengono a donne dell’Est probabilmente badanti o colf che erano state sospese dal lavoro e non sono più state assunte».

Oltre alla colazione ed al pranzo ogni giorno alla Caritas di via Brasavola i volontari distribuiscono generi alimentari come pasta, latte frutta e verdura che una famiglia può prendere però solo una volta al mese mettendosi in fila ognuno con la propria sporta, dopo aver pranzato. «Riusciamo a dare questo aiuto prezioso – è sempre la voce di chi è impiegato in prima persona – grazie alle grandi distribuzioni quali Coop Interspar, Eurospin, Lidt e la Conad che in molti casi ci ha risolto il problema donandoci in extremis molto prodotti». I Pacchi viveri prima del Covid erano 600 cioè c’erano 600 famiglie o nuclei familiari che ne usufruivano ogni quattro settimane; ora sono 826 e non è un certo bel segno un simile aumento in così poco tempo. Anche la distribuzione degli indumenti è cambiata; adesso si tengono solo abiti, scarpe ed accessori da uomo perché le donne non vogliono più quelli femminili e preferiscono quelli maschili, più pratici e più caldi. Per i bambini le famiglie vengono inviate al Sav.

La Caritas è aperta al mattino per la colazione dalle 8.15 alle 8.45 ed a mezzogiorno dalle 12.15 alle 14, se ci fossero più volontari forse si potrebbe tornare a distribuire anche la cena. Oltre alla Caritas c’è anche la mensa dell’associazione Viale K nello spazio della Rivana che copre soprattutto chi risiede in quel vasto e popolato quartiere di via Bologna e dintorni. Ovviamente nessuno paga per poter mangiare a queste due mense. —

Margherita Goberti

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