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rissa tra nigeriani  

L’accusa chiede 7 anni Assolti due Arobaga

L’accusa chiede 7 anni Assolti due Arobaga

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Lo pestarono a sangue: e lui stesso in tribunale aveva fatto veder la foto di come lo avevano ridotto, aggredendolo il 20 aprile del 2018, in piazza Ariostea a calci, pugni, coltellate. Erano in sei, aveva detto e raccontato il pestaggio, Innocent Onojie, 36 anni, nigeriano, la vittima. Ma non ha mai spiegato il motivo di questo pestaggio diventato rapina tra nigeriani: uno dei due che lui accusava (Daniel e Ernest Azobor) aveva i capelli rossi, tipici dei Vikings-Aronbaga, il clan mafioso stroncato dall’ultimo blitz della Polizia. Ma il processo non è andato oltre, anzi ha messo in luce le tante difficoltà nelle indagini su risse e spedizioni punitive tra clan nigeriani: tanto che l’accusa ieri ha chiesto la condanna dei due (riconosciuti dalla vittima tra i tanti che lo pestarono) alla pena di 7 anni di carcere. Il tribunale ha cancellato tutto: assolvendo i due imputati per non aver commesso il fatto. Sottolineando che la vittima, quella maschera di sangue in foto che lui aveva mostrato, è del tutto inattendibile. Per le contraddizioni nei suoi racconti: in primis il motivo del pestaggio.

Un regolamento di conti tra clan, i famosi cult di queste settimane. I giudici del tribunale lo hanno chiesto in modo diretto agli inquirenti, durante il processo, se lo scontro fosse dovuto a due bande legate ai cult mafiosi: non vi sono riscontri. Unico indizio quei capelli rossi, tipici degli Arobaga. Ma con ipotesi, sospetti e parole non si va lontani: da qui l’assoluzione. Un esempio tra le varie contraddizioni: la vittima ha spiegato ai giudici di non conoscere chi lo aveva massacrato di botte e perchè. Peccato ne sapesse il nome e dove abitava: «Perchè uno è famoso, è un capo, un terrorista» avrebbe detto la vittima. Alla fine, il difensore dei due nigeriani imputati, l’avvocato Giuseppe Cusato ha messo in fila contraddizioni e dubbi. Che il tribunale ha accolto. —

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