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Musei chiusi, l’arte fruibile solo nelle chiese Ferrara, i luoghi sacri contengono capolavori

Giovanna Corrieri
Musei chiusi, l’arte fruibile solo nelle chiese Ferrara, i luoghi sacri contengono capolavori

Resta accessibile la visita al tempio di San Cristoforo alla Certosa. L’abbazia di Pomposa aperta solo per i riti religiosi 

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Il caso

E con l’ultimo Dpcm il sipario cala anche sui musei. Già sospese fino al 3 dicembre la mostra su Antonio Ligabue a palazzo dei Diamanti, aperta da appena pochi giorni, la mostra su “Francesco del Cossa e L’oro degli Estensi” a palazzo Schifanoia, o quella su Gaetano Previati in Castello. Ma fra i tanti, quasi tutti, contenitori artistici chiusi, qualcosa si è pur sempre salvato. Si tratta delle chiese, luoghi di culto ma anche luoghi d’arte che l’ultimo decreto non ha penalizzato e che, diversamente da quanto accaduto nei mesi di lockdown, al momento rimangono aperti, offrendo oltre alle celebrazioni religiose, anche in molti casi la possibilità di vedere quadri e cimeli. A Ferrara certo c’è da fare i conti con le chiusure per restauro, che interessano peraltro alcune fra le più belle chiese cittadine, ma nonostante questi inconvenienti, per gli amanti dell’arte le occasioni comunque non mancano.

Chiese aperte

Tra i contenitore d’arte che non hanno chiuso in città c’è la chiesa di San Cristoforo alla Certosa, che è una delle opere più originali del Rinascimento ferrarese attribuita a Biagio Rossetti, recentemente restaurata, e con un immenso patrimonio di opere d’arte del tardo Rinascimento: quadri, cori lignei, pale, crocifissi e vari arredi liturgici. C’è poi la basilica di San Francesco, anche questa recentemente restaurata, la cui realizzazione fu affidata a Biagio Rossetti dal Duca Ercole I nel 1494 e al cui interno è possibile ammirare un’ancona cinquecentesca scolpita in pietra tufacea, l’affresco del Garofalo e un esempio di tomba barocca, ovvero il mausoleo del marchese Ghiron Francesco Villa. Un’altra chiesa che è possibile visitare in questi giorni è quella di Santa Maria in Vado, la cui importanza religiosa è legata al miracolo eucaristico avvenuto nel giorno di Pasqua 1171, quando il sangue sgorgò dall’ostia al momento della consacrazione e andò a bagnare il catino absidale sopra l’altare (il prossimo anno infatti ricorrerà l’850° anniversario del miracolo del preziosissimo sangue). Al suo interno, la Madonna di Costantinopoli, quattrocentesca icona di stile bizantino, il soffitto arricchito dalle tele di Carlo Bononi, le tele di Domenico Mona e l’Annunciazione di Camillo Filippi. Ci sono poi la chiesa di San Giorgio e del Gesù, peccato invece per la chiusura di tre fra le più belle chiese di Ferrara, San Domenico, San Paolo e naturalmente la Cattedrale, tutte chiuse per restauri; come anche la chiesa dei Teatini.

In provincia, l’Abbazia di Pomposa, uno dei monumenti più visitati in Italia, resta agibile solo per le funzioni religiose. Anche il duomo di Comacchio contiene opere d’arte di pregio per non parlare della basilica Collegiata di Cento dedicata a San Biagio e qui siamo nella terra del Guercino. —

Giovanna Corrieri

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