Sei lauree, ma non si ferma la passione per studio e cultura
Da record l’ex sindaco di Bondeno e direttore del museo Ferraresi «Il desiderio di conoscenza mi ha portato ad approfondire sempre»
il caso
Sei lauree (tre delle quali magistrali) e nessuna intenzione di dismettere i cari “amici” libri. Quando si dice che la cultura non ha confini…
Daniele Biancardi, ex sindaco di Bondeno e attuale direttore del museo civico-archeologico “G. Ferraresi”, è la classica persona innamorata del suo ruolo, sempre incuriosito dalle novità e desideroso di allargare i confini della sua cultura.
NUOVI PERCORSI
Ma cosa spinge una persona a continuare a sperimentare nuovi percorsi? «Il desiderio di conoscenza mi ha portato allo studio continuo. Dopo la prima in Scienze dei beni culturali e ambientali – rivela Biancardi – ho perfezionato lo studio della Preistoria e dell'archeologia, anche per dare un maggior contributo al Museo archeologico di Stellata. Poi, con le Scienze della comunicazione, ho completato una parte delle mie attività, quella di giornalista. Con Culture del Medioevo e del Rinascimento – dice il direttore del museo – ho potuto svolgere una tesi che mi ha permesso di studiare l'Ariosto e il suo stampatore: Mazzocchi di Bondeno».
Il risultato di tutto ciò fu un convegno svoltosi alcuni anni fa sulla nascita della stampa a caratteri mobili in Italia, che aveva l’intento di fare luce sul celebre frammento “Parsons-Scheide”.
gli attestati
Come si suol dire, però, l’appetito viene mangiando. Biancardi ha continuato a collezionare attestati di laurea: quella in “Lettere e arti”, per esempio, che lo ha portato ad approfondire un altro aspetto dei suoi interessi personali (quello di organizzatore di mostre e di eventi culturali).
E pensa già a nuovi traguardi... «La laurea in Filosofia mi ha dato l'opportunità di studiare lo scienziato bondenese Teodoro Bonati e il suo contributo per la difesa del territorio dalle acque. Penso che completerò le materie umanistiche con le Scienze dell'educazione, che ho sperimentato nelle varie attività didattiche organizzate per le scuole. Personalmente, ho coniato uno slogan: anziché studiare per lavorare, suggerisco di lavorare per studiare, avere l'opportunità di studiare sempre nel corso della vita». —
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