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Ferrara

Ieri il processo 

Tentò di violentare la badante in casa Condanna a 3 anni

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Il tribunale di Ferrara lo ha condannato a 3 anni e mezzo di pena per aver tentato di violentare la badante che era in casa con lui. La sentenza ieri dopo il processo che ha visto l’accusa rappresentata dal pm Fabrizio Valloni e dalla difesa, Saverio Stano, controbattere in maniera opposta le ragioni dell’uomo, un 75enne e della badante straniera 50enne. Secondo la difesa, l’accusa di tentata violenza era nata da interessi economici non soddisfatti da parte dell’anziano nei confronti della donna. Di tutt’altro avviso il pm, ieri in aula, che ha ribadito la totale infondatezza delle tesi difensive e che invece il racconto della donna era più che supportato da riscontri e soprattutto genuino. E aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi, condanna poi accolta dal tribunale, giudici Tassoni, Marini e Caucci.

Il difensore dell’anziano ha già annunciato ricorso in appello perché, spiega, «continuiamo a sostenere la nostra tesi, in quanto le denunce sono nate solo per meri interessi economici». Il tutto era nato nella casa dell’anziano dove la badante 50enne faceva saltuariamente le pulizie in casa dell’anziano, dopo la morte della moglie. Moglie che era deceduto, ribadisce la difesa, da poco tempo e dunque anche questo fattore pesava a favore dell’uomo che certo non si sarebbe azzardato avance di tipo sessuale sulla badante. Che del resto era in casa con loro da tempo ed era persona di fiducia: ma all’improvviso quella denuncia che l’anziano aveva sempre respinto, sostenendo trattarsi di una colossale simulazione, per denaro.

Fatti del febbraio del 2019, la casa dell’anziano nel Ferrarese, dove i due coabitavano. Lei, sposata e con il compito di far le pulizie, ma lei come ha ribadito l’anziano e poi il legale, chiedeva soldi, aveva pretese al di là del normale rapporto, chiedendo addirittura a lui di comprare una casa e dargliela in affitto permettendole di abitare più vicino a lui. Il fatto al centro del processo viene innescato dalla aggressione denunciata: lui l’avrebbe avvicinata con toccamenti di matrice sessuale e poi causandole lesioni. Tra i due, ricorda il legale, sono pendenti anche altri procedimenti: lui accusa lei di lesioni e dunque si incontreranno di nuovo a ruoli inversi davanti ai giudici. –

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