Coldiretti pronta per la nuova sfida green Visotti: un ruolo strategico per l’agricoltura
Il nuovo direttore provinciale alla vigilia della Giornata del Ringraziamento inquadra la situazione ferrarese, tra problematiche e risorse
L’intervista
Da due mesi la Coldiretti provinciale di Ferrara ha un nuovo direttore. Alessandro Visotti, 58 anni, originario di Bagno di Romagna, ha preso il posto di Roberto Palù alla guida dell’associazione che ha circa cinquemila iscritti ferraresi. In questo fine settimane, causa l’emergenza coronavirus, è saltato il tradizionale programma delle manifestazioni per la Giornata del Ringraziamento. Niente mercato sul Listone, solo una messa domani pomeriggio alle 15.30 nella basilica di San Francesco a Ferrara celebrata dall’arcivescovo Perego e al termine benedizioni dei mezzi agricoli.
Direttore Visotti, quest’anno comunque si “ringrazia” lo stesso...
«Noi ringraziamo perché il nostro statuto e il nostro pensiero sono quelli di schierarci sempre verso la dottrina sociale cristiana della Chiesa. Questo è motivo di grande orgoglio per cui ci adoperiamo per celebrare questa giornata simbolica. Ringraziamo, anche se ovviamente quest’anno è stato difficile per due aspetti, legati alla grande pandemia e alcune su alcune condizioni che sono inerenti al mercato. L’agroalimentare da sempre è soggetto alle condizioni meteorologiche fitosanitarie, che determinano la produzione. Se poi non si coprano i costi di produzione, iniziano i problemi».
Il ritorno dei giovani all’agricoltura è solo un dato statistico o percepite quel ricambio generazionale che negli ultimi decenni è un po’ mancato?
«Non è solo un dato statistico, negli ultimi anni si è visto un ritorno sia sotto l’aspetto tangibile su chi si occupa di avviare un’azienda in agricoltura e su chi si affaccia agli studi di agraria, perché interessato alla materia. Questo non può risolvere la situazione, occorrono politiche che spingano i giovani ad avvicinarsi all’agricoltura, prospettando loro un tornaconto economico. Le politiche europee e nazionali cercano di porre attenzione a questi fattori per favorire i giovani nell’agricoltura e sappiamo quanto ce ne è bisogno».
La provincia di Ferrara è un territorio che ha enormi potenzialità agricole, come bisogna fare ancora per aumentare la produttività?
«Intanto bisogna assolutamente cercare di difendere con anima e con forza tutto quello che di buono e di concreto ha portato Ferrara ad essere una delle province più importanti a livello agricolo. Bisogna difendere le buone tradizione e cercare di incentivarle. L’agricoltura non dipende solo da un contesto a se. Sui prodotti, sui cibi, deve ruotare un discorso strutturale e per questo occorre cercar di ottimizzare al meglio le risorse territoriali. A Ferrara l’acqua è una risorsa che può dare risultati importanti con sviluppi occupazionali. Il tutto legato ai tempi attuali che ci richiamano ad una costante e puntale attenzione alla sostenibilità, all’ambiente, all’innovazione. Difendere in primis le nostre produzioni, a chilometro zero, garantite a livello sanitario e con qualità importanti. Passettino dopo passettino si può tornare ad avere una fiorente sviluppo dell’agroalimentare, ognuno, nel proprio, deve mettersi nelle condizioni di ragionare su questi aspetti. È deprimente vedere i frutteti abbattuti, ci deve essere ovviamente un ricambio, ma toglierli perché non c’è riscontro sul mercato è una sconfitta per il territorio».
Come mai, pur avendo finalità comuni nell’interesse dell’agricoltura, la Coldiretti è divisa dalle altre associazioni di categoria?
«Non siamo divisi e non vorrei essere frainteso, ma abbiamo fatto la scelta di staccarci dal collateralismo politico, in quanto siamo un sindacato di impresa che rappresenta gli interessi dei nostri iscritti. Ci sono, come in tutti i campi, delle divergenze su certi temi, ma penso che si possano trovare dei punti di convergenza».
Quali le colture che quest’anno sono andate meglio?
«Meglio è una parola grossa, non ci possiamo lamentare sui seminativi con l’avvio di filiere importanti, quest’anno l’effetto cimice non è stato così devastante e per fortuna la Regione si sta adoperando per i ristori dovuti per i danni avuti nel 2019».
E su cosa bisogna puntare nel 2021, visto l’importanza strategica che la produzione riveste in materia alimentare?
«L’agricoltura è una parte importante del nostro Paese. Ci vuole un certo equilibrio, che consente di alzare l’asticella e puntare alla nuova frontiera green». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
