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ORGANIZZAZIONE GIà SPERIMENTATA 

Copparo pronta a tornare al 60% Il sindaco: «Sempre a rotazione»

Copparo pronta a tornare al 60% Il sindaco: «Sempre a rotazione»

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Il Comune di Copparo conta 60 dipendenti. L’attività in modalità smart registrata durante la prima fase dell’emergenza sanitaria si è attestata al massimo sul 60% a rotazione, per poi decrescere progressivamente durante il post lockdown fino al 10-15% attuale.

L’organizzazione che si è data la municipalità copparese è tuttavia in grado di rispondere a un’implementazione, fino al 60% appunto, sia in relazione alle misure anti-covid, sia oltre l’emergenza sanitaria. È stato infatti costituito un gruppo di lavoro composto dai referenti di Unione, Comuni e software house per meglio pianificare lo smartworking anche come modalità a normale regime lavorativo: la finalità è definire una disciplina interna, che delinei forme di comunicazione interna e verso l’esterno, orari specifici e funzionalità dei servizi.

«Ci vogliamo far trovare pronti – afferma il sindaco Fabrizio Pagnoni –, sia a fronte di disposizioni o raccomandazioni di carattere emergenziale, sia rispetto alla direzione di una maggiore percentuale di questa tipologia lavorativa anche post pandemia. Obiettivi sono la massima efficacia e la piena risposta alle esigenze dell’utenza e dei lavoratori».

Circa le modalità sinora applicate, due sono le considerazioni del primo cittadino copparese: «Lo smartworking è strettamente legato alla rotazione in relazione a fattori specifici: il lavoro smart è introdotto per le mansioni che lo possono consentire e abbisogna di una turnazione connessa anche al fatto che non esiste attualmente una dematerializzazione integrale. In secondo luogo, dopo il lockdown, la ripresa dei “movimenti” e dei servizi ha necessitato una maggiore presenza allo sportello, in particolare in concomitanza con scadenze e riapertura delle scuole».

Per quanto riguarda le dotazioni, al momento della repentina introduzione smartworking è stato condotto un sondaggio sui dipendenti ed è stata fornita la strumentazione a chi non ne disponesse. Progressivamente l’Unione ha provveduto a un ampliamento della dotazione tecnologica. Peraltro l’Unione dei Comuni Terre e Fiumi ha ottenuto un finanziamento regionale di 52.500 euro per il progetto “Unificare Smart”.

Non si è registrata alcuna ripercussione sull’utenza, anche in virtù del fatto che è stata introdotta la modalità di prenotazione degli appuntamenti in presenza, quando indispensabili. Ogni singolo responsabile inoltre può definire i tempi dello smartworking in maniera compatibile alla funzionalità dell’ufficio, così da garantirne l’efficienza. —

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