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Fabbri: è un momento sbagliato Il Pd: siamo con i lavoratori

Marcello Pulidori

Il sindaco: sì al dialogo ma non accetto strumentalizzazioni politiche  Il gruppo consiliare Pd rinfaccia le promesse elettorali sulle assunzioni  

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le reazioni

«Scioperare è un diritto e non discuto, ma non ho capito il senso dello sciopero e soprattutto il momento storico in cui è stato effettuato, in piena pandemia».

Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, parte da questo presupposto nel commentare lo sciopero del personale avvenuto ieri in Comune. «Ci siamo approcciati – ricorda Fabbri– cercando di aggiornare la macchina amministrativa. Tra l’altro abbiamo ereditato una situazione in cui i dipendenti sono calati di 250 unità e nessuno si è azzardato a scioperare con questa intensità in passato».

Fabbri snocciola alcune cifre significative, per il personale con un investimento di 45 milioni che sono i solidi di Imu e addizionale.

«Condivido alcuni aspetti della protesta – dice il sindaco – ma ricordiamo che siamo qui da poco più di un anno e per molti mesi siamo stati fermati dal covid con la mancanza di poter far concorsi e relative assunzioni. I nostri dipendenti godono di tutte le garanzie come è giusto che sia, ma ripeto in questo frangente, ci sono molte persone che hanno perso il lavoro, imprenditori costretti a chiudere e lavoratori in cassa integrazione, forse bisognava aspettare».

«I sindacati chiedono un incontro? Il mio numero – risponde Fabbri – ma il confronto sindacale deve basarsi su garanzie precise. Non accetto strumentalizzazioni politiche e numeri alla mano abbiamo lavorato bene sul piano del personale. Anche gli ultimi investimenti sulla informatizzazione lo confermano».

Il Pd e il nodo assunzioni

Il gruppo consiliare del Pd si schiera dalla parte dei dipendenti comunali che ieri hanno manifestato in Piazza del Municipio. Lo fa con una nota a firma del capogruppo in consiglio comunale Francsco Colaiacovo: «Uno dei fiori all’occhiello della campagna elettorale di Fabbri – scrive il Pd – era stato la riorganizzazione della macchina comunale attraverso, anche, l’assunzione di cento giovani. Dopo dieci anni di restrizioni alle assunzioni nel pubblico impiego – prosegue il Partito Democratico – finalmente c’erano tutte le condizioni per un massiccio reclutamento di personale per compensare le numerose uscite dovute anche alla quota cento e andare a coprire le vacanze organiche, soprattutto nei settori più delicati dell’Amministrazione Comunale. Dopo 16 mesi di governo della nuova Giunta, registriamo che ci sono servizi vitali come i Servizi Demografici, la Polizia Locale, gli uffici delle Delegazioni, la Scuola d’Infanzia e le Biblioteche che hanno avuto una grave riduzione di personale».

Secondo Colaiacovo, si tratta di una «gestione da parte della Giunta Comunale che in questi 16 mesi ha svilito le relazioni con i sindacati e i lavoratori. A fronte degli 84 dipendenti che hanno lasciato il loro impiego – fa notare, tra le altre cose, il Pd – l’Amministrazione Fabbri ha provveduto ad appena 14 assunzioni e prevedendone ulteriori 15, arrivando a coprire una minima parte dei dipendenti usciti». –

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