Anticorpi “stimolanti” contro il tumore
Terapie già in corso a Cona per ripristinare la risposta immunitaria. Il ricercatore Di Virgilio: sviluppiamo nuove molecole
Lavora alla «rimodulazione del sistema purinergico per la terapia dei tumori», per far sì che il nostro sistema immunitario non solo sia in grado di riconoscere, come già fa, la malattia, ma possa anche potenziare effettivamente la propria risposta antitumorale. A raccontare il ruolo dell’infiammazione e della molecola Atp (adenosina trifosfato) nella crescita dei tumori, proprio nel pieno dell’iniziativa della Fondazione Airc “I giorni della ricerca’’, è il professor Francesco Di Virgilio, uno dei ricercatori della Fondazione Airc presso Unife. «Il nostro sistema immunitario – racconta Di Virgilio – è perfettamente in grado di identificare la presenza di tumori nel nostro organismo, e certamente ne elimina molti prima che siano clinicamente manifesti. Tuttavia, una significativa percentuale di tumori sfugge a questo controllo, e va incontro a progressione. Ciò dipende dalla capacità dei tumori maligni di creare al loro interno un microambiente specifico, infiammatorio ed immunosoppressivo, che inibisce la fisiologica risposta del sistema immunitario contro il tumore».
potenziare la risposta
È possibile potenziare la spontanea risposta antitumorale del sistema immunitario? «Sì, ci sono già terapie che sfruttano la rieducazione della risposta immunitaria e infiammatoria per combattere alcuni tumori, come per esempio l’impiego di anticorpi che ripristinano la risposta immunitaria contro alcuni tumori (i cosiddetti “immune check-point blockers”), terapie già in uso anche nel nostro ospedale di Cona. La nostra equipe - continua il ricercatore - sta sviluppando ulteriori molecole utili a ripristinare la risposta immunitaria nel microambiente tumorale e riconvertirlo da immunosoppressivo ad “immunoaggressivo” , e perciò favorire l’eliminazione del tumore».
Fondamentale l’identificazione dei fattori pro-infiammatori prodotti nel microambiente tumorale, tra cui molecole che segnalano il danno o la sofferenza cellulare denoninate Damps (Damage-associated molecular patterns). I Damps stimolano fortemente l’infiammazione contribuendo alla soppressione della risposta immunitaria nei tumori. «La nostra equipe - conclude Di Virgilio - studia, sia in laboratorio sia in modelli tumorali in vivo, l’effetto di farmaci che interferiscono con l’attività dei Damps e dei loro recettori cellulari (recettori purinergici), alcuni dei quali già in fase avanzata di sperimentazione clinica per la terapia dei tumori in associazione con gli “immune check-point blockers”» . —
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