Ferri (Pd) contro la giunta: su Celanese non difende i posti di lavoro Anima il conflitto sociale
L’ex assessore comunale affonda sulla vertenza della chimica Fissato per il 13 novembre nuovo vertice tra azienda e sindacati
la vertenza
Tutelare i posti di lavoro, anche attraverso un ruolo più incisivo da parte del Comune. Non ha dubbi Caterina Ferri nell’inquadrare la difficile vertenza Celanese, che dalla scorsa estate ha messo in grande apprensione i 67 lavoratori dello stabilimento di via Marconi, quello che la proprietà americana ha annunciato di voler chiudere. L’ex assessore comunale, oggi sui banchi della opposizione, è convinta che sia «giusto sottolineare i diversi passaggi di proprietà degli ultimi anni, per due motivi: il primo – dice la Ferri – riguarda il valore industriale dello stabilimento, fondamentale e centrale per la tenuta di tutto il sistema chimico ferrarese, ed è per questo che le istituzioni locali avevano sempre cercato un dialogo con le diverse proprietà e con i sindacati, per accompagnare i passaggi con strumenti che consentissero di consolidare l’attività e non indebolirla. Il secondo aspetto – dice la Ferri – è legato alla situazione difficile che stanno vivendo i lavoratori, ai quali va tutta la mia solidarietà. Credo sia facile immaginare come si sentano – ha proseguito la Ferri – rischiano di perdere il posto di lavoro e non sanno se ci sia la volontà di Celanese di cedere lo stabilimento». Stabilimento in cui vengono prodotte plastiche speciali per i cruscotti di auto di lusso.
Ferri indica poi alcuni punti che potrebbero essere importanti per cercare di uscire da questa crisi: «Penso – prosegue – che andrebbero chiarite intanto le reali intenzioni dell’impresa, e se come pare si pensa alla vendita, vanno create le condizioni perché dato il valore industriale e le professionalità presenti credo ci possano essere alla finestra dei compratori interessati a subentrare mantenendo i posti di lavoro, e bene ha fatto l’assessore regionale Colla a chiedere un mese di tempo per cercare di facilitare questo percorso». L’ex assessore comunale non risparmia critiche sull’operato dell’attuale Giunta Comunale. «In questo momento penso che anche il Comune di Ferrara potrebbe giocare un ruolo, invece mi pare che fino ad ora ci si sia limitati a passare il pallino alla Regione e basta. Non è così che si difendono il lavoro e i lavoratori, basta vedere del resto quel che è successo con lo sciopero dei dipendenti comunali». Un autunno che, per la Ferri, rischia di essere molto caldo: «Per questo – conclude – il Comune ha il compito di abbassare il livello del conflitto sociale, non di animarlo, e il Patto per il Lavoro regionale ha dimostrato che solo con la collaborazione e l’ascolto arrivano i risultati, e questo vale per la vertenza Celanese, e più in generale per la situazione del lavoro a Ferrara».
un nuovo incontro
Infine, un’annotazione: c’è una nuova importante data nella complessa vicenda che riguarda lo stabilimento Celanese di via Marconi. Ieri infatti è stato fissato un nuovo incontro (che si svolgerà in video-conferenza) tra sindacati e proprietà. Le parti, questa volta senza la Regione, torneranno a trattare il 13 novembre prossimo. «Sarà molto importante – ha dichiarato ieri Fausto Chiarioni, della Cgil, dandone annuncio – che l’azienda receda dalla intenzione di chiudere lo stabilimento di via Marconi e si attivi ulteriormente per favorire l’arrivo di potenziali acquirenti, salvaguardando i 67 posti di lavoro e un sito produttivo che non può morire». —
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