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Personale molto “a tempo” Costi da ente non virtuoso

Personale molto “a tempo” Costi da ente non virtuoso

La spesa per l’organico comunale e i confronti 

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il report

Lo sciopero dei dipendenti comunali di venerdì ha acceso i riflettori sul trend occupazionale di Palazzo Municipale, che i sindacati e il Pd hanno bocciato considerandolo non adeguato alle necessità e alle promesse di mandato di Alan Fabbri. Il sindaco ha replicato con una serie di dati, che il giorno dopo si arricchiscono di altre indicazioni. I 240 dipendenti in meno dal 2009 (erano allora 1.367) sono il bilancio dell’intero doppio mandato di Tagliani, mentre l’attuale amministrazione ha spinto sulla leva del tempo determinato e somministrazione, figure passate da 29 a 111 in un anno e mezzo, nel pieno della pandemia. Il dato che però è al centro dell’attenzione di Palazzo Municipale è l’incidenza della spesa di personale sul totale della spesa corrente: a Ferrara risulta essere del 43,75%, molto superiore a Comuni scelti come benchmark. Reggio Emilia è al 36,25%, Modena al 29,35%, Piacenza al 24,9%% e Parma, addirittura, al 18,69%. Questo dato incide tra l’altro sulla capacità assunzionale di personale a tempo indeterminato: Ferrara si troverebbe nella fascia di «ente non virtuoso», che si attesta attorno al 30%, con l’obbligo per legger di procedere a riduzioni della spesa di personale per rientrare appunto su posizioni “virtuose”. Una circolare indica la possibilità di correggere le entrate con la tassa rifiuti, ma la questione è controversa.

Altro elemento evidenziato ai piani alti del Municipio è la riduzione della spesa per i dirigenti, sempre rispetto al periodo Tagliani: si è passati da oltre 3 milioni di euro, compresi due dipendenti a tempo determinato, ai recenti 2,2 milioni, compreso lo stipendio del direttore generale Sandro Mazzatorta. —

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