Il processo è rinviato perché la Tomasi non c’è «Cado dalle nuvole»
comacchio
L’avvocata-deputata leghista Maura Tomasi, manda al Tribunale di Venezia una nota per chiedere il rinvio dell’udienza su una lite in famiglia che doveva patrocinare ieri, perché – dice – è impegnata a Roma come parlamentare. Ma agli atti non risulta la notifica della sua elezione, né tantomeno che di lunedì ci siano impegni nella Capitale, tali da giustificare l’assenza in aula ed il rinvio dell’udienza.
Accade così che la vicepretore onoraria Cristiana De Nardi si sia opposta al rinvio e che la giudice Roberta Marchiori – dopo una lunga camera di consiglio – abbia negato il posticipo dell’udienza, disponendo che il processo proseguisse con un avvocato d’ufficio. Non solo, nella sua lunga ordinanza letta in aula, la giudice ha chiarito che «spetta all’autorità giudiziaria effettuare valutazioni» circa i concreti impegni romani che hanno impedito alla penalista di rappresentare il proprio cliente.
la conseguenze
Così diventa un “caso” uno dei molti – troppi – processi che vedono famiglie scontrarsi in aula: in questo caso un uomo accusato di minacce e di non aver rispettato le scadenze per il pagamento degli assegni familiari.
«La generica indicazione di impegni alle Camere del Parlamento», osserva la giudice Marchiori nel suo dispositivo, «non ha permesso di individuare alcun preciso impegno riconducibile all’attività parlamentare in riunione oggi. Spetta al giudice valutare l’esistenza o meno di un concreto impedimento.
«Cado dalle nuvole, sono a Roma e non so nulla di questa decisione del Tribunale di Venezia», il commento della Tomasi. Ma oggi c’erano impegni parlamentari? «Qui purtroppo siamo in stato di emergenza Covid, dal lunedì al venerdì - prosegue -, anche oggi (ieri; ndr) era in programma una riunione del Ministero della salute. Se mi occupo di sanità? No, di giustizia, ma in questo frangente tutti noi parlamentari siamo chiamati a una presenza costante», chiude Tomasi. —
r.d.r.
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