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presidio dei sanitari a cona 

“Eroi” anche sottopagati «Ci danno le briciole»

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Gli “eroi” delle corsie, quelli che salvano vite in Terapia intensiva e leniscono le sofferenze dei malati Covid nei reparti di degenza, sono meno celebrati che in primavera e ancor peggio pagati. Tanto che venerdì andranno a dirlo davanti all’ingresso del loro luogo di lavoro, l’ospedale Sant’Anna, con un presidio organizzato dalla Fp Cisl in occasione della mobilitazione nazionale. «Non è possibile che si voglia continuare ad affrontare una situazione tanto nuova e straordinaria con vecchi strumenti» dice la sindacalista Sonia Uccellatori. I famosi 1.000 euro medi promessi, «non sono stati tali per nessuno, ed era evidente fin da subito che fossero insufficienti. Abbiamo atteso mesi, e ad oggi ci troviamo con i cosiddetti fondi contrattuali che non hanno risorse sufficienti per poter riconoscere a chi è in prima linea tutti i giorni, nemmeno quello che possiamo definire il minimo». I 5,16 euro al giorno dell’indennità di malattie infettive sono definiti «briciole» e tra l’altro «questo riconoscimento è fermo in entrambe le nostre aziende sanitarie da giugno, perché è necessario che si abbia la capienza sui fondi».

Se non viene cambiato il meccanismo dei fondi contrattuali ora, è la conclusione della Cisl Fp, «è a dir poco una presa per i fondelli continuare a definire eroi queste persone». Ce n’è per il governo, che non dà soldi per i contratti, e per la Regione, che «mette in discussione parte della premialità Covid di maggio per i lavoratori che entro l’anno non abbiano accumulato 8 ore di eccedenza». —

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