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Il caso bar Gran Torino «Non discriminazioni ma ripetute violazioni»

Sindaco e vice rispondono alle proteste dei gestori del locale:  lamentele dei residenti e distesa per un anno non autorizzata

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La protesta dei gestori del bar Gran Torino di via Ugo Bassi non è andata giù all’amministrazione, che risponde punto a punto alle segnalazioni ricevute. «Non c’è alcuna discriminazione - dice il sindaco Fabrizio Toselli - nei confronti dei gestori del bar Gran Torino ma se c’è stato un provvedimento di chiusura del questore per motivi di ordine pubblico a luglio e ci arrivano le lamentele dei residenti della zona vuol dire che il problema c’è. E aggiungo che il provvedimento di chiusura alle 20, peraltro superato dalle nuove disposizioni anti Covid, è un atto conseguente alla chiusura del pubblico esercizio decisa dal questore. Come ho spiegato anche ai gestori nell’ultimo incontro tenuto di recente, non c’è nulla di definitivo in questo provvedimento, la durata è di sei mesi. Se la situazione venutasi a creare nell’area adiacente il bar dovesse migliorare sarò il primo a ritirar tale limitazione». E il sindaco rigetta al mittente l’idea dei gestori che “non ci sia stato il supporto di nessuno”. «Li ho ricevuti più volte e gli ho ribadito che dopo il provvedimento del questore la mia disposizione non è definitiva. Ma perché ciò avvenga serve un impegno concreto per migliorare le cose nell’area. Un impegno che chiedo a tutti coloro che vivono lì e dunque anche a chi gestisce un esercizio pubblico».

capitolo distesa

Sull’altra contestazione risponde il vicesindaco Simone Maccaferri, che ha la delega al commercio: «Le imprese del territorio debbono essere sostenute, in ogni modo possibile. Sia dal punto di vista del supporto amministrativo fino al sostegno per il ristoro economico di chi non lavora. E l’amministrazione comunale si è impegnata in modo tempestivo per aiutare i pubblici esercizi centesi, anche consentendo l’ampliamento di tutti i dehors. Esistono, però, dei principi di legalità a cui un’amministrazione non può derogare, è questo il caso del Gran Torino, già soggetto a un’ordinanza sindacale che stabiliva la limitazione dell’orario fino alle 20... Ma presunti ritardi e le mancate risposte di cui vengono accusati gli uffici comunali nascono dall’oggettiva assenza di concessione di occupazione di suolo pubblico e dal suo mancato pagamento per un intero anno, dal 4 aprile 2019 al 10 marzo 2020. È in questa data che la Polizia locale ha accertato la presenza del dehor privo di concessione, pertanto abusivo, e ha opportunamente comminato una sanzione. Il pagamento in oggetto non è dunque un arretrato bensì il pagamento di una sanzione amministrativa. È peraltro solamente del 2 novembre la conferma da parte di Ica (la società che gestisce il pagamento delle concessioni sul suolo pubblico) dei pagamenti e la concessione è stata tempestivamente rilasciata dallo Sportello unico attività produttive il giorno seguente. Ai titolari - chiude Maccaferri - non è stato chiesto di pagare gli arretrati per un loro errore ma è stato chiesto di pagare una sanzione, scattata perché la licenza che li autorizzava a un dehor davanti al locale è scaduta il 4 aprile 2019. Dopo tale data non hanno inoltrato una nuova richiesta, ma hanno continuato a tenere la distesa». —

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