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Primo paziente per il Cracovid

margherita goberti

La struttura Ado ha ripreso ad accogliere lunedì i dimessi dall’ospedale: può arrivare fino a 40 posti

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È stata riaperta lunedì la Casa del sollievo oggi ribattezzata Cracovid, ovvero Centro residenziale assistito Covid, e già ieri ha ospitato il primo paziente destinato a passare parte della convalescenza in quella struttura.

«Com’è accaduto durante la prima quarantena quando i ricoverati furono una decina – informa la presidente Ado, Gisella Rossi – la nostra struttura sebbene non ancora ultimata ma pronta nella parte “ospedaliera”, è stata data provvisoriamente in affido all’Usl per i pazienti delle residenze sanitaria assistite che sono stati dimessi dall’ospedale; si tratta di persone che hanno superato la malattia ed hanno bisogno di proseguire la quarantena in un ambiente idoneo e sicuro come questo. L’Azienda sanitaria provvede agli infermieri ed al medico, mentre gli oss sono a nostro carico».

Cracovid offre stanze completamente attrezzate e particolarmente confortevoli ed accoglienti in quanto sono tutte situate al piano terra e godono di uno spazio verde individuale. Il nuovo contratto di servizio tra Asl e Fondazione Ado per fronteggiare «in regime di estrema urgenza» la necessità di posti letto legata a questa seconda ondata Covid, è stato firmato all’inizio di novembre. La soluzione scelta prevede un utilizzo fino a 10 letti nella fase iniziale, ampliamento a 20 posti in una fase successiva e, in caso di ulteriori necessità, fino a 40 posti. Il contratto copre il periodo dal 5 novembre 2020 al 31 gennaio 2021. Il costo complessivo stimato è di 415.710 euro, da rapportare all’uso effettivo della struttura, che era stata utilizzata per la stessa tipologia di pazienti in primavera e in estate, con un costo complessivo di 552mila euro. Il primo paziente, durante la prima ondata, era arrivato il 16 aprile, poi la struttura era stata impiegata fino alle soglie dell’estate, andando ad irrobustire il bacino extra ospedaliero di posti letto in grado di aiutare la ripresa dell’attività ordinaria. Ora la nuova emergenza.

«Siamo lieti di poter offrire questo servizio all’Asl – ha sottolineato la presidente Rossi – specialmente in questo momento tanto difficile che stiamo vivendo». —

margherita goberti

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