Così rinasce l’archivio Due secoli di storia nelle carte comunali
L’edificio nel parco del Ricordo sarà pronto a primavera Il sindaco: «Vogliamo che diventi uno spazio aperto e vivo»
POGGIO RENATICO
Da quanto materiale è costituito l’archivio di Poggio Renatico? Per farsi un’idea basti pensare che se i faldoni venissero disposti in fila uno accanto all’altro, si raggiungerebbero i mille metri di lunghezza. Un chilometro fatto di carte, elenchi, lettere, atti e memorie che compongono la storia recente del Comune. I documenti in questione partono dagli inizi del 1800 ed arrivano fino ai giorni nostri. Poggio Renatico affonda le radici molto più indietro nel tempo, ma i materiali scampati alla storia sono in gran parte relativi agli ultimi due secoli.
Fino al 2012 i faldoni erano custoditi nel Castello Lambertini. Molti giacevano semidimenticati nel sottotetto, altri occupavano scaffali impolverati; il terremoto ha cambiato tutto. L’ex sede municipale è diventata inagibile e, una volta rimosse le macerie, si è cercato di salvare il salvabile. Gran parte dei documenti hanno resistito anche alle scosse.
MANUTENZIONE
Recuperati e inscatolati sono stati portati a Vignola insieme ad altri beni scampati al sisma e lì, archivisti e tecnici della Soprintendenza si sono presi cura di loro. Ora la memoria collettiva di Poggio Renatico è (quasi) pronta per tornare a casa. Nel parco del Ricordo, inaugurato un mese fa, si sta lavorando alla costruzione del nuovo archivio comunale. La struttura esterna dell’edificio è praticamente pronta, ora ci si concentra sull’interno. «Oltre alle sale che conterranno la documentazione, ci saranno ambienti dedicati alla consultazione e sale lettura. In questi anni – spiega Daniele Garuti, sindaco di Poggio Renatico – gli esperti hanno provveduto alla catalogazione completa dell’archivio, sarà tutto ordinato e preciso. Anche effettuare ricerche sarà più semplice, non vogliamo che questo archivio resti uno spazio fine a se stesso, ma vogliamo che si trasformi in un luogo aperto a cittadini e studiosi interessati, in particolare vorremmo che diventasse uno spazio per i giovani». L’archivio storico, per il quale il Comune ha investito 863mila euro, è stato costruito guardando al futuro: i documenti attuali non lo riempiranno, anzi, è progettato per ospitarne il doppio. Verrà inaugurato a primavera.
LA CURIOSITà
Nelle carte c’è di tutto. «Ho trovato una lettera scritta alla fine degli anni ’30 dal podestà al duce. Mussolini aveva tolto dei contributi stanziati per la costruzione della scuola per dirottarli sulla Campagna d’Africa e - dice sorridendo Garuti - al podestà la scelta non era piaciuta. Anche perché per completare l’opera dovette chiedere un prestito». —
SAMUELE GOVONI
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