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In mare una “casa” sicura per tartarughe e delfini E la Comunità del Parco dice no ai voli dei droni

In mare una “casa” sicura per tartarughe e delfini E la Comunità del Parco dice no ai voli dei droni

La Regione istituisce un’area di protezione di 31mila ettari in Adriatico  La fascia di tutela per la fauna ittica va dal delta del Po al Ravennate  

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IL CASO

Un’area marina a misura di tartarughe e delfini dal delta del Po sino alla costa ravennate e lo stop al sorvolo di droni nelle aree protette del Parco del Delta del Po, per tutelare la fauna del Delta.

Sono le due misure lanciate rispettivamente dalla Regione Emilia-Romagna e dall’assemblea della comunità del Parco regionale per difendere le particolarità naturalistiche di uno degli ambienti di maggiore suggestione dell’Alto Adriatico.

SITO COMUNITARIO

La Regione ha dato il via al nuovo sito di importanza comunitaria (Sic) “Adriatico settentrionale–Emilia Romagna”. Oltre 31mila ettari di superficie tutelata, per un tratto di mare al largo della costa che va dal delta del Po alla costa comacchiese e ravennate per garantire un habitat migliore alle specie animali e alle eccellenze naturalistiche che caratterizzano questo tratto di mare. Istituito dalla Regione, il nuovo sito confina con quello di 22.600 ettari, voluto recentemente dal Veneto. Una collaborazione che permetterà di accrescere ulteriormente il livello di protezione nell’Adriatico settentrionale.

LE MISURE

Tra le misure previste per l’area di mare definita, il divieto allo svolgimento di sport acquatici come windsurf, kitesurf, sci nautico, moto d’acqua. Per quanto riguarda la pesca, è vietato l’uso dei palangari e delle lenze ad amo singolo e plurimo, sia per i pescatori professionisti che per i pescatori dilettanti o sportivi. In programma anche la promozione delle attività di ricerca scientifica, di monitoraggio a terra e in mare.

«Con la creazione del nuovo Sito, l’Emilia-Romagna - ha spiegato l’essessore Barbara Lori - conferma la propria attenzione all’ambiente e fa un passo importante verso la salvaguardia dell’ecosistema marino oggi sempre più minacciato. Con un’attenzione più complessiva alla biodiversità e, in particolare, a specie in pericolo come le tartarughe marine e i delfini. Un risultato frutto anche di un percorso di confronto con i diversi portatori di interesse, comprese le associazioni ambientaliste e dei pescatori».

STOP AI SORVOLI

Ma non solo in mare si prospetta una maggiore tutela della fauna. Infatti si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea della Comunità del Parco del Delta del Po Emilia-Romagna. All’ordine del giorno l’approvazione di un regolamento per la disciplina del sorvolo dei droni. Sono sempre più le persone, dai professionisti della fotografia ai privati cittadini, che acquistano droni e se ne riscontra una larga diffusione anche nell’area del Parco. Da qui la realizzazione di un regolamento che disciplini l’utilizzo dei mezzi aerei a pilotaggio remoto – droni appunto – nel perimetro dei piani di stazione dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità–Delta del Po. Tutto questo per garantire una maggior tutela della fauna e dei periodi più delicati del ciclo biologico, come ad esempio il periodo di nidificazione e riproduzione. Il regolamento, che è ora al vaglio della Regione Emilia Romagna e che entrerà in vigore appena verrà approvato, prevede l’utilizzo di aeromodelli e droni per scopo personale e sportivo non sarà possibile nelle zone di protezione e nelle aree attigue. Per l’utilizzo di droni a fini professionali, di ricerca scientifica o per esigenze di sicurezza non sarà ammissibile nelle zone A, ma potrà essere consentito previa autorizzazione dell’ente parco nelle restanti zone

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