Rimborsi ex Carife con il contagocce Indennizzi lumaca
La maggior parte degli azzerati è ancora a secco Nel gruppo ferrarese solo due clienti parzialmente liquidati
Per decine di migliaia di ferraresi, gli azzerati Carife, non serve varare bonus Covid particolari. «Basterebbe accelerare l’erogazione di quanto già stanziato e dovuto, cioè i risarcimenti Fir, che in un momento così difficile per tutti sarebbero un aiuto concreto ma che procedono davvero con troppa lentezza» è la denuncia di Katia Furegatti, portavoce dei Risparmiatori azzerati. Dopo i brindisi di un mese fa per l’arrivo dei primi ristori, quindi, gli ex azionisti Carife tornano a far sentire la loro voce piena di amarezza e rabbia. Il problema è il passo di tartaruga con il quale il complesso meccanismo messo in piedi dal governo (Fir-Consap-Commiussione governativa) sta effettuando i bonifici agli ex azionisti, circa 28mila gli aventi diritto ferraresi anche se non si conosce a tutt’oggi nemmeno il numero esatto delle domande: ad oltre un mese dalle prime liquidazioni, infatti, il monitoraggio degli Azzerati è sconfortante. «Siamo collegati in chat in 250, e tra questi solo 2 sono stati liquidati» rende noto Furegatti. Estendendo le dinamiche di questo campione all’universo degli ex azzerati, si può calcolare in 125 mesi, cioè quasi dieci anni e mezzo, il tempo necessario a liquidare tutti. Facendo attenzione ad un particolare: questi bonifici rappresentano solo l’anticipo del 40% di quanto dovuto per legge ai risparmiatori (il 30% di quanto perso), quindi la partita nella sua globalità verrebbe chiusa tra decenni.
A questo punto i Risparmiatori azzerati si appellano al governatore Stefano Bonaccini, «gli chiediamo di intervenire presso il governo e il ministro Gualtieri affinché, come sta accadendo per gli aiuti previsti per le categorie colpite dalla crisi Covid, si accelerino i tempi di consegna degli indennizzi».
Obbligazionisti
Bisogna tra l’altro registrare che anche le integrazioni degli indennizzi ad un’altra categoria di azzerati, gli ex obbligazionisti, sta procedendo al rallentatore, pur essendo gestita da un altro organismo, il Fidt, e godendo di un’istruttoria molto semplificata in quanto è ammesso all’integrazione al 95% solo chi aveva già ricevuto in precedenza l’80% di quanto perduto. Di 15.010 istanze pervenute, ne sono state liquidate 10.256 per un ammontare complessivo di 23.230.380 euro e sole 265 richieste rigettate. —
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