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il processo 

Botte, offese e rapina per la ragazza contesa Il tribunale lo assolve

Daniele Predieri
Botte, offese e rapina per la ragazza contesa Il tribunale lo assolve

Restano solo le percosse, ma senza aggravante razziale Alla vittima disse: «Noi del Fascio bruceremo voi zingari» 

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Per una ragazza contesa, per messaggi disinvolti su Whatsapp, si erano ritrovati davanti all’Istituto Vergani per chiarire. Ma l’incontro degenerò prima a parole, parolacce, insulti a sfondo razziale dell’uno verso l’altro: «Io e gli amici del fascio vi bruceremo, zingari di m. ». Poi a botte, calci a terra e il tentativo di strappo di una catenina d’oro, con le minacce di un coltellino.

Tutti in tribunale

E così tutto è finito in tribunale, e queste erano le accuse. Ma i giudici con la sentenza di ieri hanno ridimensionato tutto: Andrea Melis è stato assolto dalla tentata rapina della catenina con l’aggravante dell’uso dell’arma e le lesioni sono state ridotte al reato di percosse, condanna di 260 euro, pena pecuniaria. Poiché si trattò, sì di una lite degenerata ma non come era stata raccontata dalla vittima. Anche se ieri la procura aveva chiesto la condanna a due anni di carcere. All’udienza sono stati sentiti tutti i testimoni del fatto, soprattutto due ragazzine presenti all’accaduto che hanno totalmente smentito la versione della vittima: che ascoltata in aula si è contraddetta più volte. Nemmeno le offese “razziali” sono mai state contestate, quelle parole senza freno «Fasci contro i zingari», poiché si trattava di offese reciproche: la vittima che chiamava “fenomeno” l’altro, e Melis che lo chiamava “zingaro” senza nessun riferimento di discriminazione. Alla fine, dicevamo i reati gravi sono caduti, solo le percosse per cui è arrivata la condanna. Poiché la realtà del fatto vedeva due ragazzi, all’epoca dei fatti (novembre 2018) 18 e 19 anni che si ritrovarono per il chiarimento che tale non fu. Anzi aggravò ancor di più le divergenze. Tutto per la contesa di una ragazzina e così l’incontro diventò subito sfida: prima spintoni e Melis che ha la meglio sull’altro che cade a terra e riceve una pedata che gli sposta la testa.

Solo escoriazioni

Lo certificano i documenti sanitari in quanto quel giorno al vittima venne refertata solo con escoriazioni ai gomiti e null’altro. Il legale, Elisa Cavedagna, che ha difeso Melis, fin dalla prima udienza del gennaio scorso (il processo ha subito gli intoppi dovuti al Covid con lunghi rinvii) aveva ribadito «andremo fino in fondo per dimostrare che le accuse sono infondate». E ieri ha avuto ragione con l’assoluzione: «Sono soddisfatta per il mio assistito perché è stata accertata la pura verità dei fatti: si è trattato alla fine di una lite per una ragazza e come tale è stata ricostruita e confermata. Voglio ribadire che lo stesso Melis aveva chiesto scusa per il suo comportamento, ma non aveva assolutamente commesso ciò di cui era accusato». –

Daniele Predieri

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