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Buoni spesa, la Finanza scova trenta "furbetti" nel Ferrarese

Buoni spesa, la Finanza scova trenta "furbetti" nel Ferrarese

False dichiarazioni sui redditi percepiti e sulla liquidità in banca. Tre famiglie comacchiesi nei guai per aver percepito senza diritto il reddito di emergenza, mentre un imprenditore dovrà restituire il finanziamento Covid: la sua attività era chiusa dal 2018. Per tutti sono scattate le sanzioni

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FERRARA. Buoni spesa, reddito, misure di sostegno alla famiglia e finanziamenti Covid passati al setaccio dalla Guardia di Finanza di Ferrara, che ha avviato un'operazione di controllo delle misure di aiuto erogate durante l'emergenza.

Per quel che riguarda i buoni spesa, le Fiamme Gialle hanno scovato 30 posizioni irregolari tra le centinaia analizzate. I casi sono distribuiti nei Comuni di Ferrara, Argenta, Bondeno, Fiscaglia, Portomaggiore e Terre del Reno e riguardano false attestazioni su presunte (ma non veritiere) riduzioni dei redditi percepiti , sull’ammontare delle disponibilità liquide sui conti correnti del nucleo familiare (in alcuni casi ben superiori alle soglie variabili stabilite in autonomia dai Comuni per l’ottenimento del contributo), alla percezione di altre tipologie di sussidio quale il reddito di cittadinanza (condizione omessa), presentate dalle persone che hanno redatto le domande di sussidio per loro e per il rispettivo nucleo familiare.

Sempre nel settore delle “misure di sostegno alla famiglia”, con particolare riferimento al “reddito di emergenza per le famiglie”, fra le decine posizioni esaminate, sono stati individuati al momento 3 casi di irregolarità, tutti accertati nel Comune di Comacchio,  riferibili a soggetti che nella domanda presentata hanno omesso di comunicare che uno dei componenti del proprio nucleo familiare percepiva redditi da lavoro dipendente che, se dichiarati, avrebbero portato al superamento della soglia di reddito ammessa per accedere al beneficio (dai 400 euro per una famiglia composta da una sola persona fino a 840 euro  per una famiglia di 5 persone).

A carico delle persone che hanno percepito illecitamente sia i “buoni spesa” sia il “reddito d’emergenza” sono scattate le sanzioni amministrative (che vanno da un da un minimo di 5.164 euro a un massimo di 25.822 euro senza superare però il triplo del beneficio indebitamente conseguito) e avviate le procedure per il recupero delle somme non spettanti.

Altre attività sono in corso con riferimento ai finanziamenti concessi a favore di piccole e medie imprese, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti e professioni, agenti assicurativi, enti del “terzo settore” (nell’ambito delle cosiddette  “misure di sostegno alla liquidità”), le cui attività sono state danneggiate dall’emergenza Covid-19, secondo quanto attestato dagli interessati sulle dichiarazioni autocertificate prodotte. Ad oggi sono oltre 5.500 i soggetti che in questa provincia hanno ottenuto finanziamenti fino a 30.000 euro, totalmente garantiti dallo Stato per un ammontare complessivo pari a circa 300.000.000 euro.

Nel contesto delle attività di avviate, è da segnalare la posizione irregolare di un ex imprenditore di un comune della provincia che è stato denunciato per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, poiché ha percepito il finanziamento pur avendo cessato la propria attività nel corso del 2018 (quindi prima dell’emergenza coronavirus).

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