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Chirurgia negli ospedali privati accreditati Oggi a Ferrara partono i primi interventi

Alessandra Mura
Chirurgia negli ospedali privati accreditati Oggi a Ferrara partono i primi interventi

Alla Quisisana e Salus fino a 5 operazioni settimanali. Al Delta le sale potrebbero essere riconvertite per le terapie intensive

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Oggi nelle strutture private accreditate Salus e Quisisana di Ferrara saranno eseguiti i primi interventi chirurgici “esternalizzati” dalla sanità pubblica per consentire di mantenere la continuità assistenziale durante la pandemia. La convenzione stipulata con i due ospedali privati prevede l’esecuzione fino a un massimo di 170 operazioni di chirurgia generale, 180 di ortopedia e 530 di chirurgia oftalmica, nello specifico le cataratte. Il tutto per un massimo di cinque sedute settimanali di sei ore, pari a 120 ore al mese. Una “alleanza” possibile anche in tempi di non emergenza, ma che diventa indispensabile - hanno ribadito ieri alla Conferenza territoriale sociosanitaria le dirigenti di Asl e Sant’Anna Monica Calamai e Paola Bardasi - ora che la crisi Covid sta occupando gli spazi della sanità “ordinaria”, al punto che in caso di peggioramento di dati si ipotizza di mantenere solo due sale operatorie all’ospedale del Delta per fare spazio ad altri letti di Terapia Intensiva Covid.

In sala operatoria, negli ospedali accreditati, ci saranno i professionisti della sanità pubblica, mentre le strutture accreditate oltre agli spazi forniscono il personale infermieristico e di rianimazione. Il rinforzo fornito dai privati include anche posti letto per degenti Covid non gravi: i 28 posti letto della Salus sono attualmente occupati da 14 pazienti, ma dal 28 ottobre sono state 28 le persone ricoverate, con una degenza media di poco più di sei giorni, mentre alla Quisisana i 12 posti sono oggi al completo.

La situazione comunque sta reggendo, hanno sottolineato le dirigenti, grazie ai passi avanti nella gestione dei pazienti che consente oggi di curare a domicilio il 90,5% dei positivi (al momento 1.761 persone), contro il 9,4% di ricoverati in reparto (184) e l’11,4% in Terapia Intensiva (21 pazienti). I posti intensivi di Cona in ogni caso sono già stati potenziati con l’attivazione dei primi 8 letti dei 13 previsti dall’ultimo ampliamento.

La sanità pubblica è stata rinforzata anche con iniezioni di nuovo personale: all’Asl tra infermieri, Oss, assistenti e tecnici sono state fatte 117 assunzioni e altre 89 sono state autorizzate; 55 i medici arruolati tra libero professionisti e cococo, più un dirigente e un farmacista, mentre al Sant’Anna le risorse umane sono aumentate complessivamente di 155 unità.

Un ulteriore aiuto per non interrompere l’assistenza durante la pandemia viene dalla tecnologia: va in questa direzione il progetto di digitalizzazione con lo sviluppo di piattaforme per la telemedicina per servizi di base e l’accoglienza digitale (accettazione, pagamenti, referti..)

Nel monitoraggio della diffusione del virus, un faro resta sempre acceso sulla scuola, dove i contagi continuano (ma calano) anche dopo il progressivo ampliamento della Dad: dal 5 al 10 novembre ci sono stati 36 casi di positività su 464 indagini epidemiologiche. E se dei 1.170 guariti totali dall’inizio dell’epidemia i più numerosi a essere transitati in Terapia Intensiva (43 persone su 78) sono i pazienti di età compresa tra i 65 e gli 84 anni, si registrano 29 casi nella fascia 45-64 anni, e 4 in quella 18-44 anni, e uno solo sopra gli 84. —

Alessandra Mura

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