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Giro di vite regionale: store chiusi nei weekend La spesa senza familiari

L’ordinanza emiliana coordinata con Veneto e Friuli: nessuno stop agli alimentari Mascherina sempre su, mercati ad ostacoli. A scuola né ginnastica né flauto

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Regole più severe per frenare il contagio, nel tentativo non secondario di evitare il passaggio in zona arancione che comporterebbe la chiusura al pubblico di bar e ristoranti e limiterebbe la possibilità di spostarsi liberamente al solo territorio comunale. La stretta coordinata annunciata da Emilia Romagna, Veneto e Friuli è arrivata, con il via libera del governo, e sarà attiva da domani. Stefano Bonaccini ha firmato l’ordinanza ieri mattina e subito varrà per le medie e grandi aree di vendita non alimentari che nei prefestivi e nei festivi saranno costrette a chiudere almeno fino al 3 di dicembre; nei giorni di festa la tagliola commerciale sarà ancora più drastica, colpirà anche i piccoli negozi, con le sole eccezioni degli alimentari, delle farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole.

Nei negozi, in ogni caso, potrà entrare una sola persona per famiglia. Rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dalle regole nazionali e con l’ulteriore specifica che dalle 15 alle 18 (orario in cui resta fissata la chiusura) le consumazioni potranno essere servite solo ai tavoli. Organizzare i mercati ambulanti diventa un percorso ad ostacoli, mentre nelle aule di elementari e medie le lezioni di ginnastica, di flauto e i cori sono rinviate a tempi migliori.

tutela della collettività

«Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia – è il commento di Bonaccini – È la priorità. E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico. Servono unità e condivisione, recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola». Ogni misura presa, a livello nazionale e regionale, è a tutela della collettività. «Non ci sono pagelle o colori punitivi o premiali – prosegue Bonaccini – ma solo lo sforzo del Paese di gestire la crisi ed uscirne definitivamente quando sarà disponibile il vaccino».

a volto coperto

L’ordinanza punta molto sull’uso delle mascherine. Fuori dall’abitazione dovranno sempre essere indossate, coprendo naso e bocca, anche quando non ci sono assembramenti o altre persone nelle immediate vicinanze; le eccezioni sono per i bambiche hanno meno di sei anni, i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e quelli con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina stessa, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si ritrovino nella stessa incompatibilità. Nel caso poi di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere rispettata la distanza minima di un metro, sempre che non ci siano protocolli più restrittivi.

footing in periferia

L’attività sportiva e motoria all’aperto, resta consentita, ma con la richiesta pressante di scegliere posti poco frequentati: parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche. In ogni caso, non sono possibili tali attività nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate. Spetterà ai singoli sindaci decidere se e quali luoghi vietare; a Ferrara, Alan Fabbri ha già fatto sapere che le mura cittadine in questa fase rimarranno accessibili.

Ovviamente va sempre rispettata la regola generale sulla la distanza di sicurezza interpersonale: almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

Caffè pomeridano al tavolo

Dalle 15 alle 18, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande può essere svolta esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, in posti regolarmente collocati. Dopo le 18, come da normativa nazionale, i locali potranno restare aperti solo per l’asporto (fino alle 22) e le consegne a domicilio (sempre ammesse).

La consumazione di alimenti e bevande è comunque vietata su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che, come al punto precedente, seduti in posti regolarmente collocati sia all’interno che all’esterno dei locali.

famiglie divise

L’ordinanza impone anche una misura che alcuni negozi avevano preso da sé, nei giorni più complicati della prima ondata: sarà ammessa una sola persona per nucleo familiare. Senza lasciare fuori i bimbi o chi ha comunque necessità di accompagnamento: la nuova regola prevede eccezioni per chi ha meno di 14 anni o ha difficoltà.

gincana mercati

Organizzare i mercati settimanali all’aperto diventa una gincana, fisica e burocratica, con la necessità che i singoli Comuni adottino un piano dettagliato delle misure di sicurezza. Senza quel documento non se ne fa proprio nulla. E perché si possano aprire i banchi di vendita, è necessario che il regolamento locale preveda, come minimo la perimetrazione dell’area mercatale; la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita; la sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita; l’applicazione delle misure di mitigazione del rischio Covid come da protocollo regionale.

I mercatini degli hobbisti restano sospesi, così come le sagre e le fiere.

store chiusi nel weekend

Nei giorni prefestivi e festivi, le grandi e medie strutture di vendita non alimentari devono essere chiuse al pubblico. Vale per le gallerie commerciali, come per gli outlet o i grandi magazzini di tecnologia o di arredamento. Possono restare sempre aperti i gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole.

niente shopping domenicale

Alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi ed edicole possono lavorare sempre. Anche la domenica e negli altri giorni festivi quando invece deve restare con le serrande abbassate tutto il resto del commercio, compresi i negozi dello shopping. Le consegne a domicilio sono sempre consentite e fortemente raccomandate. La ristorazione segue la regola generale anche nel fine settimana.

a scuola senza flauto né tuta

Nelle scuole elementari e alle medie sono sospese le esercitazioni con il flauto, il canto corale e la ginnastica. È una scelta di prudenza, in attesa che arrivino le indicazioni del comitato tecnico scientifico.

Fuori dai percorsi scolastici, universitari o di formazione professionale riconosciuta, qualsiasi corso potrà essere organizzato soltanto a distanza. La norma vale sia per i privati che per gli enti pubblici: le lezioni dovranno traslocare sulle piattaforme digitali.

MULTE SALATE

Chi non si adegua alle regole in vigore da sabato rischia una multa da quattrocento euro. Con la sanzione accessoria della chiusura dell’attività per almeno cinque giorni e fino a un mese se la violazione è commessa nell’esercizio di attività di impresa. —

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