Nipote uccise la nonna Sulla sua sorte deciderà la Corte Costituzionale
La sorte giudiziaria di Pier Paolo Alessio, il giovane 23enne accusato di aver ucciso la nonna, Maria Luisa Silvestri di 71 anni, è legata alla Corte Costituzionale. Il ragazzo rischia una possibile sentenza di ergastolo oppure una riduzione a 30 anni di carcere, ma non può accedere al rito abbreviato poiché una norma del 2019 gli ha negato questo che era un diritto fino ad allora. Su tutto questo deciderà la Consulta il prossimo 18 novembre quando i giudici dovranno dire se la norma del no all’abbreviato per i reati gravi, omicidio in primis, è incostituzionale oppure no: una eccezione sollevata da imputati e giudici, e ricordata anche dal difensore del ragazzo, l’avvocato Pasquale Longobucco. Ieri in tribunale davanti al gip Russo e alla pm Cavallo era fissata l’udienza di discussione per l’omicidio: ma proprio in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale della prossima settimana, il processo è stato aggiornato al 6 dicembre. Un processo scontato, almeno per quanto riguarda i fatti, per la pena si vedrà. Un anno fa, la sera del 20 novembre, dopo aver cenato nella pizzeria della madre a San Martino, nipote e nonna tornavano verso a casa insieme sulla stessa auto verso a Ferrara dove abitavano in via Vallelunga. Giunti in via del Lavoro e via Marconi lui iniziò a picchiarla selvaggiamente: ma non la uccise a botte, a mani nude, poichè questa azione fu una concausa, ma secondo la procura, così facendo, visto che sapeva delle gravi condizioni di salute e dei problemi di cuore dell’anziana, accettò il rischio di poterla uccidere: per la procura è omicidio volontario per dolo eventuale, pena l’ergastolo. Che potrebbe evitare se potesse accedere al rito abbreviato in udienza preliminare, ma la norma del 2019 lo vieta e dunque solo la Corte Costituzionale dovrà dire se può acceder al rito abbreviato che sconta di un terzo la pena. Altrimenti la sua posizione dovrà essere discussa in un processo pubblico. E la pena potrebbe essere il carcere a vita. Al momento il ragazzo è ai domiciliari, a casa della madre, in attesa del processo. –
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